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Rimborsi ai pazienti oncologici abrogati e rimessi: negati solo a chi va fuori dalle Marche senza motivo

murri

In realtà l’assessore alla Sanità, nonché presidente Luca Ceriscioli, non ha abrogato tutti i rimborsi, ma ha modificato i termini della legge e domani la spiegherà nel dettaglio insieme ai primari di oncologia delle Asur regionali.

di Raffaele Vitali

FERMO – La notizia del giorno era questa: le Marche cancellano i contributi per le terapie oncologiche ai pazienti. Una notizia fondata, c’è una norma cancellata, e rimbalzata a livello politico con la consigliera regionale dei 5 Stelle Romina Pergolesi: “Devono essere re-introdotte le agevolazioni contenute nella vecchia legge regionale, ora abrogata, a tutela dei malati oncologici e dei loro familiari. Fra queste, il rimborso totale delle spese di viaggio dal luogo di residenza a quello di cura effettuato con mezzi di trasporto pubblico o con autoambulanza in favore del paziente e del suo accompagnatore, nonché il rimborso fino al 70% delle relative spese di soggiorno”. Il caso è esploso dopo che la Regione ha cancellato la norma senza prima aver fatto partire la nuova. E così, nel vuoto amministrativo i pazienti si sono trovati da un momento all’altro con il rischio di vedere cancellato il rimborso.

In realtà l’assessore alla Sanità, nonché presidente Luca Ceriscioli, non ha abrogato tutti i rimborsi, ma ha modificato i termini della legge e domani la spiegherà nel dettaglio insieme ai primari di oncologia delle Asur regionali. La modifica ha un taglio importante, ma per Ceriscioli motivato: non favorire la mobilità passiva, ovvero l’andarsi a curare fuori regione visto che le Marche a livello di cure oncologiche sono tra le miglior in Italia. Questo significa che non ci sarà rimborso per chi sceglie di andare a Milano o Trieste a meno che non necessiti di un macchinario o una cura che le Marche non possono garantire. A fronte di pari servizio, la Regione rimborserà la mobilità all’interno dei confini delle Marche.

Non vengono invece toccati i rimborsi relativi agli spostamenti interni alla Regione, nel caso del Fermano per esempio da Amandola al Murri di Fermo. Tra l’altro, e domani si conosceranno i dettagli, la nuova norma non è retroattiva, per cui chi sta svolgendo le sue cure fuori regione non verrà di punto e in bianco lasciato senza risorse. L’obiettivo della nuova delibera è quello di favorire l’utilizzo delle strutture delle 5 Asur regionali evitando così lunghi spostamenti al paziente e un aggravio di costi al bilancio della Regione.

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