Inquinamento, i pesticidi cambiano la pubertà delle bambine della Valdaso: studio della pediatra Fabbrizi per il ministero della Salute

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È nato uno studio preliminare che i pediatri fermani, guidati dalla dottoressa Fabbrizi hanno presentato all’Istituto Superiore di Sanità con cui la dottoressa aveva già effettuato uno studio sula presenza di plastiche nelle urine dei bambini.

FERMO – “Inquinamento, ambiente e salute”. Un tema complesso, pieno di sfaccettature che la presidente dell’ordine dei medici Anna Maria Calcagni ha affrontato grazie a diversi esperti. Ognuno per il suo settore, ognuno con analisi, studi, consigli su come affrontare la realtà. Più voci che meritano attenzione e che quindi divideremo in più puntate: inquinamento acustico (Dallari), onde elettromagnetiche (Verdecchia) clima e polveri sottili (Pela e Fazzini).

La prima è dedicata all’inquinamento e ai problemi che provoca sui bambini, grazie a Enrica Fabbrizi, responsabile del servizio di endocrinologia pediatrica del Murri. “Nel 2013, insieme con altri pediatri di famiglia, abbiamo cominciato a notare casi di comparsa precoce di segni puberali. Abbiamo avviato un primo studio, dividendo in maniera semplice il Fermano in più zone legate alle tipologie lavorative: agroalimentare, manifatturiero e mista. L’aumento di alcune patologie era evidente”. Pian piano è emerso che nelle zone legate all’agroalimentare, principalmente in Valdaso, c’era una incidenza maggiore dell’anticipo della pubertà: “Ad esempio la comparsa del bottone mammaria in anticipo, verso gli otto anni”.

È partito così lo studio sugli inquinanti ambientali, “che fungono da steroidi sessuali”. È nato uno studio preliminare che i pediatri fermani, guidati dalla dottoressa Fabbrizi hanno presentato all’Istituto Superiore di Sanità con cui la dottoressa aveva già effettuato uno studio sula presenza di plastiche nelle urine dei bambini. Progetto di ricerca che è stato finanziato dal Ministero. “Per due anni, da dicembre 2018, lavoreremo tra il Fermano e il Maceratese sulla correlazione tra pesticidi e malattie del bambino. Uno studio che ci permetterà di evidenziare in maniera più precisa la correlazione tra la presenza di pesticidi nelle bambine e l’anticipo di eventi puberali”. Non solo, perché il finanziamento permetterà di valutare anche la presenza dei pesticidi negli alimenti assunti dalle bambine. “C’è un problema di orti di famiglia dove o non si usa nulla o si usano prodotti senza la dovuta consapevolezza” conclude la pediatra che mette in guardia anche sul biologico: “Che sia vero. Non deve essere una questione di pesticidi ridotti, vanno eliminati”.

Raffaele Vitali