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Svolta al Murri: nasce il laboratorio di genetica. Tecnologie e medici uniti contro i tumori

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Logistica sanitaria che supplisce al movimento delle persone: “Entro l’anno riusciremo a pianificare tutti i servizi possibili sul territorio” ribadisce Livini.

di Raffaele Vitali

FERMO – Svolta epocale per il reparto di Oncologia di Fermo guidato da Renato Bisonni che da oggi può offrire un servizio di genetica oncologica all’interno del Murri.

Parte da un dato Licio Livini, direttore dell’Asur 4, nel presentare l’importante accordo che unisce il suo ospedale con gli ospedali Riuniti di Ancona: “Abbiamo un fabbisogno di ricoveri ospedalieri di 26mila unità. Di questi 26mila, circa 10mila si vanno a curare da altre parti. Per la maggior parte verso il Torrette e per un’altra parte verso Macerata. Un dato che riguarda patologie importanti, che spesso coinvolgono anche il nucleo familiare. E questo non è giusto”. Da qui il nuovo accordo siglato di fronte al presidente Luca Ceriscioli, alla professoressa Rossana Berardi, direttrice clinica Oncologica dell’azienda ospedaliera universitaria, il direttore generale degli ospedali Riuniti Michele Caporossi e il primario Bisonni.

“Sarebbe bello avere le strutture interne, ma quando non è possibile creiamo accordi con le nostre eccellenze regionali. A dicembre abbiamo puntato sula neurochirurgia, oggi passiamo all’Oncologia con un progetto nuovo che si spinge verso l’individuazione di soggetti a rischio per patologie genetiche”.

Caporossi è ormai di casa a Fermo, aveva promesso pochi mesi fa che sarebbe tornato ed è qui: “Con Livini ci parliamo, ci guardiamo in faccia, ci mettiamo la faccia e troviamo le soluzioni. Il connubio professionale e culturale tra l’oncologia di Fermo e la clinica universitaria è foriero di tani buoni progetti. Parliamo di medicina di precisione, perché non esistono più malattie in quanto tali. Questo significa che dove esiste la necessità di una mappatura genetica, va fatto. Perché la familiarità delle malattie, un tempo sottovalutata per assenza di capacità diagnostiche, oggi è fondamentale conoscerla. Il nostro accordo tra Istituto nazionale tumori e azienda ospedaliera ci permette di garantire ogni servizio. Dopo questo protocollo, in questo momento il paziente che sta a Fermo riceverà le cure senza spostarsi, senza necessità di fare un viaggio”. Logistica sanitaria che supplisce al movimento delle persone: “Entro l’anno riusciremo a pianificare tutti i servizi possibili sul territorio” ribadisce Livini.

Nel dettaglio entra la professoressa Berardi: “Lavorare in rete accresce l’aumento di sopravvivenza. Stima, fiducia e professionalità sono la base per una buona azione. Insieme lavoreremo sull’ambito della genetica oncologica, parliamo dei test per valutare i tumori di matrice familiare. Risposte per i pazienti e le famiglie. L’accordo prevede di fare la consulenza genetica, che identifica l’albero genealogico, direttamente a Fermo. Abbiamo scelto il Murri perché ci sono professionisti capaci che si sono formati al centro di Ancona e hanno la professionalità per farlo”. Il sistema funziona e garantisce tempi certi:

Consulenza sul territorio, poi sempre a Fermo verrà prelevato il campione di sangue che sarà trasferito al Torrette. “Una volta arrivato il referto genetico, verranno date tutte le indicazioni da seguire poi sul territorio. Un altro aspetto dell’accordo è legato alla rete sui tumori rari. Fermo, annettendosi ad Ancona entrerà nella rete. I tumori rari sono in realtà il 30% dei tumori, ora i pazienti potranno afferire alla rete che prevede di rivedere istologie, radiografie e tac in cerca della miglior soluzione” prosegue la dottoressa.

Il nuovo servizio accelererà i tempi per un test genetico? “La consulenza apre la valutazione dei marcatori. Noi siamo una Regione illuminata: il test genetico è gratuito, altrimenti costerebbe 3mila euro, e prevede solo un ticket per i familiari sani. Capite quindi quanto sia importante selezionare i pazienti giusti. L’ambulatorio sul territorio permette di evitare tante consulenze non funzionali. Si ridurranno anche i tempi delle prestazioni ad Ancona. Che intanto è sempre più tecnologica: un anno fa, 40 aziende ci hanno regalato una tecnologia performante, la next generation sequencing per dare risposte migliori”. Il settore è sempre più rilevante: “Tra il 2016 e il 2018 c’è stato un aumento del 250% delle prestazioni. Da 850 a 3mila tra il 2015 e il 2018”. Servono risposte adeguate alle persone: più tecnologia e più personale oltre a un percorso accreditato di qualità che monitora le azioni della sanità regionale.  “Se c’è necessità di un test urgente, pensiamo a un tumore ovarico, diamo risposta entro il mese. Se invece è di approfondimento per il nucleo familiare, la risposta viene data entro 8 mesi, come da protocollo” precisa la Berardi

Non solo, si apre anche una nuova strada per attrarre i finanziamenti. Ancona ha vinto con due progetti finanziamenti che valgono insieme quasi otto milioni: “Insieme ora faremo educazione formazione. Noi vogliamo formare i giovani medici di domani”. Una rete in costruzione in cui Bisonni vuole giocare da protagonista: “Il 10% di tutte le patologie oncologiche ha una matrice genetica. Evitiamo che ci siano movimenti di persone, che penalizzano tutti e diventiamo un riferimento anche per le Asur vicine”. Verrà aperto un ambulatorio specifico con una persona specializzata in questo, formata in Ancona, la dottoressa Del Prete. “Il Murri non avrà i macchinari per l’analisi genetica, ma avrà il servizio: i nostri pazienti avranno a disposizione le capacità”.

Parole al miele per Ceriscioli, che nella riorganizzazione della Sanità ha investito gran parte del tempo del suo mandato: “Attraverso la rete oncologica, che oggi trova la sua formalizzazione, la tecnologia è ad Ancona, ma la risposta che si trova sul territorio è la stessa degli ospedali Riuniti. Alla rete ci si connette, non annette: non è un dettaglio, perché la connessione rafforza”. Ceriscioli promuove Bisonni: “Capisce l’importanza della qualità dello stare in rete piuttosto che nel creare l’isola, che accresce i vantaggi per il medico più che per il paziente”.

Il nuovo ospedale di Fermo è il pensiero finale del presidente, che lo ribadisce guardando in viso l’assessore Cesetti: “Non parliamo di mura più sicure, ma di aumento dei servizi con una logica di rete. Se fosse solo l’ospedale non avrebbe senso. Dentro questa logica ci possiamo muovere con grande efficacia e creare una struttura iper funzionale”.

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