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Nelle Marche non si nasce più: minimo storico di figli, aumentano i decessi e chi lascia la regione

ceriscioli luca fermo

Barbaresi: Quindi è come se in un anno fosse sparito un comune come Pergola e in un quinquennio una città come Recanati. Per questo servono decise politiche per la maternità e paternità, e soprattutto garantendo adeguate prospettive di lavoro e reddito.

FERMO – Marche regione longeva. Ero, bello. Ma anche Marche regione senza figli. “Nascono sempre meno bambini e la denatalità cresce a ritmi preoccupanti” commenta la Cgil leggendo i dati forniti dall’Istat. Nel 2017 nelle Marche sono nati 10.699 bambini, record minimo storico. Rispetto all’anno precedente sono nati 813 bambini in meno (-7,1%), mentre, nell’ultimo quinquennio sono diminuiti di 1.964 unità (-15,5%). Non che in Italia sia tutto un segno positivo, ma le Marche fanno peggio del peggio, visto che la media è del -3,2% lungo lo stivale.

Come se non bastasse, contestualmente crescono i decessi che sono stati 18.449, ovvero quasi il doppio delle nascite e in forte aumento sia rispetto all’anno precedente (+6,5%) che nel quinquennio (+9,4%), aumento superiore alla media nazionale e delle altre regioni del Centro. La popolazione attuale è di 1.531.753 abitanti, ovvero 6.302 in meno rispetto all’anno precedente e 21.385 in meno rispetto al 2013. “Quindi è come se in un anno fosse sparito un comune come Pergola e in un quinquennio una città come Recanati. Per questo servono decise politiche per la maternità e paternità, e soprattutto garantendo adeguate prospettive di lavoro e reddito; lavoro stabile e retribuzioni adeguate che possano consentire soprattutto ai più giovani di formare una famiglia e decidere di avere dei figli” sottolinea la segretaria Daniela Barbaresi.

Entrando nello specifico, scontato il calo di figli nati da genitori italiani (-7,3% rispetto al 2016 e -13,6% rispetto al 2013) ma quello che preoccupa è il crollo dei nati da almeno un genitore straniero (-6,1% e -24,9%). Prosegue anche la tendenza alla diminuzione della fecondità: nel 2017 il numero medio di figli per donna nelle Marche scende a 1,25 (1,32 nel 2016), peraltro, inferiore sia alla media nazionale (1,32 a livello nazionale e 1,27 nelle regioni del Centro). Tanti i problemi: “Da questo punto di vista anche la scelta del Governo di cancellare l’obbligo di astensione dal lavoro delle lavoratrici prima del parto va nella direzione sbagliata perché non si tutela né la salute delle lavoratrici né quella del nascituro, oltre a minare la libertà delle donne, soprattutto quelle più precarie e meno tutelate” aggiunge.

Se poi a questo si aggiunge la fuga di marchigiani verso l’estero, il quadro è fatto. “4.692 persone nel 2017, in leggero calo rispetto all’anno precedente, ma che costituiscono comunque un numero rilevante anche considerando che si tratta solo della punta dell’iceberg di tutti coloro che emigrano all’estero, visto che l’Istat rileva solo coloro che hanno effettuato il cambio di residenza. Negli ultimi 5 anni, coloro che hanno lasciato le Marche per l’estero sono stati complessivamente 21.989: un numero impressionante soprattutto se si considera che tra di loro ci sono tantissimi giovani, soprattutto laureati, in cerca di migliori prospettive di lavoro e di vita” conclude la sindacalista.

Raffaele Vitali

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