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Tragedia in discoteca. Lungo confronto tra il minore fermato e il Pm: 'Elementi utili'. Si attendono le autopsie

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Nel mentre è stato sentito il 17enne sospettato di aver spruzzato lo spray urticante all’interno del locale: “Ha fornito elementi utili alle indagini, è stato un primo confronto” è il commento all’uscita dopo tre ore di confronto con il pm minorile Santa Lebboroni, alla presenza dei suoi legali, Andrea Mone e Martina Zambelli.

ANCONA – Presto le autopsie sui corpi delle vittime della discoteca Lanterna Azzurra, passaggio fondamentale per poter permettere alle famiglie di riavere i corpi dei propri cari.

Nelle carte della Procura sono finiti documenti che raccontano tutta la storia della Lanterna azzurra, da magazzino a locale da ballo, oggetto di condono nella seconda metà degli anni '80. E ancora la natura e la diffusione della sostanza urticante che ha dato il via alla fuga e alla calca dei ragazzi che erano in attesa di ascoltare un dj set del loro trapper preferito, Sfera Ebbasta. Tanti giovanissimi hanno raccontato di un odore acre, occhi che bruciavano, senso di nausea: troppi, per qualche spruzzo di spray al peperoncino, tanto che dovranno essere passati al setaccio gli impianti di condizionamento e quelli che producono fumo del locale. E i pm hanno chiesto di analizzare i vestiti delle vittime per individuare eventuali tracce chimiche di sostanze irritanti. Operazioni che saranno svolte dai carabinieri del Ris. Arrivano buone notizie degli Ospedali Riuniti di Ancona: uno dei setti pazienti ricoverati nelle due terapie intensive è stato trasferito in un reparto per acuti e per lui è stata sciolta la prognosi.

Nel mentre è stato sentito il 17enne sospettato di aver spruzzato lo spray urticante all’interno del locale: “Ha fornito elementi utili alle indagini" è l'unica dichiarazione del procuratore Santa Lebboroni, alla presenza dei suoi legali, Andrea Mone e Martina Zambelli. Al momento è indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose, dopo che tra ragazzi che erano nella discoteca lo hanno riconosciuto come autore degli spruzzi di spray al peperoncino. “Dispiaciuto? Sì come tutti, nella comunità senigalliese” ribadiscono i legali. Per i fatti della notte tra il 7 e l'8 dicembre sono indagati anche sette adulti: i membri della società che gestisce la discoteca (il rappresentante legale Francesco Bertazzi e i soci Quinto Cecchini e Carlantonio Capone) e i 4 proprietari dell'edificio che ospita la Lanterna. Intanto negli uffici della Procura di Ancona si lavora agli atti per un'inchiesta che si preannuncia lunga e complessa.

Sui social è nato un gruppo Facebook con oltre mille iscritti. Ma ci sono anche belle storie: “A te che leggi? Grazie per avere tirato fuori mio figlio da quel buco! Non finirò mai di ringraziarti. Dio vegli su di te...”. Questo il messaggio che Lucia, una madre, ha postato su Facebook sperando che l'autore del bel gesto, un ragazzo di colore, possa leggerlo. «Nella discoteca di Corinaldo c'era anche mio figlio, Nicolas, che ha meno di 15 anni - spiega -: un ragazzo l'ha tirato fuori dal caos dopo il cedimento della balaustra, mentre era privo di sensi. Vorrei sapere chi è per poterlo ringraziare perché non smetterò mai di farlo». Nicolas era andato per la prima in volta in una discoteca, insieme ad un’amica: quando ha cercato di fuggire a causa degli spruzzi di una sostanza urticante, ha rischiato la vita e, incosciente, è stato salvato da un ragazzo di cui non ricorda che il colore della pelle e poco altro.

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