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Aria pulita e meno crimini, ma se state male cambiate provincia: ecco Fermo vista da Italia Oggi

fermanoalto

Fa sorridere che se Fermo perde ventisette posti (56 contro 29), Macerata, dipinta da un anno come la terra del razzismo e della violenza, decolla invece e al 19esimo posto.

FERMO – Il mondo è bello perché è vario, come le classifiche. Quella quotidiana l’ha stilata Italia Oggi che boccia Fermo, senza se e senza ma per la ‘qualità della vita’. Può succedere, i parametri sono i più diversi, poi fa sorridere che se Fermo perde ventisette posti (56 contro 29), Macerata, dipinta da un anno come la terra del razzismo e della violenza, decolla invece e al 19esimo posto.

In testa ci sta il ricco nord: Bolzano, Trento e Belluno, come un anno fa. I risultati dell'indagine confermano e approfondiscono alcune tendenze già emerse negli anni scorsi. In primo luogo che la qualità della vita in Italia è caratteristica delle piccole e medie città del Nord-Est e, in misura minore, del centro. Basti pensare che nelle prime 35 posizioni della classifica solo Aosta esce da questa direttrice. A voler guardare bene la parte alta della classifica emerge anche un'altra indicazione interessante: la città ideale ha mediamente 100 mila abitanti. Nelle prime 40 posizioni, infatti, solo Verona e Padova hanno poco più di 200 mila abitanti, mentre Brescia, Parma, Modena, Reggio Emilia, Bergamo, Trento, Forlì, Vicenza, Bolzano e Piacenza ne hanno più di 100 mila, tutte le altre 28 città hanno un numero di abitanti inferiore. “Questa tendenza è confermata anche dalle (pessime) posizioni di classifica delle città più grandi: Milano è al 55 posto, appena davanti Fermo, Torino è al 78, Roma all'85, Palermo al 106 e Napoli al 108. E la più grande di tutte, Roma, segna quest'anno un forte balzo all'indietro, perdendo 18 posizioni rispetto all'anno scorso, mentre le altre sono sostanzialmente stabili" sottolinea l’indagine di Italia Oggi che usa una metafora stradale per spiegare la classifica: “Governare un piccolo centro è come guidare uno scooter in mezzo al traffico, mentre governare una grande città è come guidare un autobus. Nel primo caso c’è la possibilità di adeguarsi rapidamente ai mutati contesti sociali ed economici, si riescono ad affrontare le emergenze e a sfruttare le occasioni che si presentano in tempi relativamente rapidi, e questo alla fine paga anche nei termini di una migliore qualità della vita. Governare i grandi centri è molto più difficile a causa delle lentezze e della pesantezza dell'apparato burocratico e amministrativo, che non consentono rapidi cambi di posizione o possibilità di adattamento in tempi rapidi al mutare dei contesti sociali, politici, culturali”.

Confermato il divario nord-sud, con le sole Teramo e Matera che brillano e stanno tra i primi 50. Fermo, intesa come provincia, paga in molti settori, in particolare in quello della salute, dove invece brilla Ancona: terzo posto in Italia per il capoluogo contro il 103esimo di Fermo. Eccessivo? Probabile, se poi il parametro è la mobilità passiva, il rischio di cadere in basso c’è, e se diventa il numero di posti letto e di macchinari presenti, il tracollo è scritto. Bene invece il Girfalco nel contesto sociale, si colloca al 20esimo posto alla voce ‘disagio sociale’ sorpassando tutte le province marchigiane tolta macerata, che anche in questa voce smentisce le fotografie scattate dalla stampa, soprattutto nazionale. E bene anche a livello di qualità dell’aria, con un 15esmo posto in Italia. Peggiora, ma lascia la provincia nelal metà buona, la situazione criminalità, con Fermo passata dal 24esimo al 31esimo posto.

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