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Scuola, tra tagli e sicurezza gli studenti si mobilitano: 'Non è questo il cambiamento'

scuole scioperostudenti

A Fermo un corteo di 250 studenti. "E'arrivato il momento di dedicare fondi alle strutture scolastiche, per la loro messa in sicurezza e per il loro riammodernamento"

FERMO - "Giù la maschera – Non è questo il cambiamento". La Rete degli Studenti Medi Marche è scesa in piazza questa settimana per far sentire la propria voce. Diversi i cortei ed i sit-in promossi in tutta la regione. Il 15 novembre, a San Benedetto del Tronto, c'è stato un corteo di 300 studenti, il giorno succesivo una nuova manifestazione studentesca a Fermo che ha visto partecipi 250 studenti, che hanno poi proseguito la mobilitazione con un'assemblea insieme a un rappresentante della Provincia e un rappresentante della Steat, l'azienda di trasporto pubblico locale. La mobilitazione si è svolta anche ad Ancona, con un sit-in che ha coinvolto più 200 studenti delle scuole superiori e dell'università. Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche, ha dichiarato: "Chiediamo che questo Governo metta giù la maschera e dica come stanno le cose riguardo ai fondi sull'istruzione pubblica. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull'università." In questi giorni ci mobilitiamo in tutte le Marche perchè siamo convinti che cambiare il nome e ridurre le ore di alternanza non risolverà il problema dello sfruttamento. Ogni giorno, come studenti, paghiamo le conseguenze di percorsi mal strutturati e poco formativi. E i 56 milioni "risparmiati" col taglio delle ore, dove finiranno? Diciamo basta alla propaganda sulla pelle degli student"i.

Denunciamo poi la manovra "Scuole Sicure", che continua a spacciare per sicurezza l'installazione delle telecamere e i cani antidroga fuori dalle scuole, ma continuiamo a ripeterlo: a "spacciare morte" gli edifici pericolanti in cui studiamo. I fatti che hanno riguardato l'ITIS Montani di Fermo ormai 8 mesi fa lo dimostrano: è arrivato il momento di dedicare fondi alle strutture scolastiche, per la loro messa in sicurezza e per il loro riammodernamento. La scuola sicura è quella che non ci crolla in testa".

Gli studenti chiedono anche che sia ripresa in mano la discussione sul diritto allo studio nella Regione e in tutto il Paese: "Migliaia di studenti e di famiglie sono costretti a sostenere ogni anno, spesso con difficoltà, costi elevatissimi per i libri scolastici e per il sistema di trasporto pubblico locale che presenta spesso disagi e disservizi e che perciò, non garantisce un servizio di qualità a tutti quegli studenti che ne usufruiscono ogni giorno".

Ghanmi ha conclso: "Giù la maschera sul diritto allo studio. Ogni anno spendiamo migliaia di euro per libri, trasporti, materiale scolastico e per il trasporto pubblico locale. Chi non li ha, troppo spesso è costretto a lasciare la scuola: sono 150mila gli studenti che ogni anno abbandonano. E in Italia, nella giornata internazionale del diritto allo studio, si preferisce fare condoni agli evasori fiscali anzichè stanziare fondi per creare una Legge Nazionale sul diritto allo studio."

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