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Addio James Keith Killby. Morto a 102 anni, Servigliano ricorda il veterano inglese

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Fuggì dal campo di prigionia. Fondò un trust per gli studenti italiani. 

SERVIGLIANO -  E' morto a Londra a 102 anni James Keith Killby, veterano inglese della Seconda Guerra Mondiale ed uno degli ultimi sopravvissuti del campo di prigionia di Servigliano. Famoso in tutto il mondo per l'attività di relazioni culturali, quando aveva compiuto 100 anni aveva ricevuto telegrammi da Mattarella e dalla regina Elisabetta. Durante il periodo della guerra era un soldato della sanità e venne catturato in Libia e portato a Servigliano, da dove fuggì con altri duemila militari alleati nel settembre 1943, trovando rifugio presso una famiglia nel paese di Monte San Martino (Macerata). Dopo la guerra fondò il Monte San Martino Trust, una fondazione finanziata da reduci e veterani e poi dai loro discendenti, che assegna borse di studio agli studenti tra i 18 e i 25 anni, del Maceratese e del Fermano: un gesto di ringraziamento per quelle famiglie coraggiose che avevano protetto i soldati alleati in fuga. E dal 1989 sono già 800 quelle erogate.
La prima volta Killby tornò a visitare il campo di Servigliano negli anni Sessanta e in quel periodo avviò le ricerche delle persone che salvarono la vita ai militari alleati. Nel 2003 durante una delle sue ultime passeggiate tra Monte San Martino e Servigliano, raccontava così quella fuga vissuta nel settembre del '43: "Ero un giovane ufficiale. Dopo l'armistizio, aprimmo una breccia nel muro del campo di Servigliano e ci dirigemmo verso il fiume. La salvezza? La trovammo nelle case dei contadini: ci sfamarono e ci nascosero, a rischio della vita. Che dio li abbia in gloria. Eravamo disperati, dannati, con il timore di essere ripresi dai tedeschi e uccisi. Nessuno potrà mai ripagare quelle famiglie di così tanta generosità". Oggi il campo di Servigliano è un luogo della memoria, grazie all’associazione "Casa della memoria", nata proprio per non perdere le storie di quegli anni e per rendere onore alle famiglie marchigiane che avevano saputo accogliere e Killby collaborava spesso proprio per diffondere il valore della memoria.

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