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Terremoto nella sanità delle Marche: denunciati 53 dirigenti. Ceriscioli: "Siamo tranquilli e pronti a collaborare"

guardia di finanza auto

L'accusa: "Nel tempo, violando le disposizioni in tema di previsione del fabbisogno organico, hanno permesso l’assunzione a tempo indeterminato di 776 lavoratori a tempo determinato, contravvenendo anche alla norma di rango costituzionale".

ANCONA – Una lunga indagine che affonda i suoi pesanti piedi nel lontano 2008. È durata 18 mesi la ricerca di documenti e prove da parte del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata, sotto la guida della Procura di Ancona. Alla fine, passo dopo passo, i piedi hanno raggiunto il 2014 e sul tavolo restano 53 dirigenti della Regione Marche denunciati. “Nel tempo, violando le disposizioni in tema di previsione del fabbisogno organico, hanno permesso l’assunzione a tempo indeterminato di 776 lavoratori a tempo determinato, contravvenendo anche alla norma di rango costituzionale che prevede l’ingresso alle dipendenze della Pubblica amministrazione per concorso, con ciò integrando la fattispecie delittuosa di abuso d’ufficio (art.323 Cod.Pen.)” spiegano i finanzieri.

L’operazione si chiama “Easy Job”, perché alla fine secondo gli inquirenti era facile trovare un lavoro a tempo indeterminato, bastava avere la conoscenza giusta. Secondo l’accusa, “i dirigenti denunciati, con le loro condotte illecite, hanno causato una spesa per l’ente Regione di 121milioni di euro, come da importo degli emolumenti corrisposti ai dipendenti indebitamente stabilizzati”.

Stupore in Regione, ma anche volontà di collaborazione da parte di una Amministrazione che al tempo non c’era. "L'indagine probabilmente riguarda il periodo 2008-2014 o 2008-2013 a seconda della durata – commenta il presidente della Regione, Luca Ceriscioli -. Noi faremo tutto quello che possiamo fare e assicuriamo collaborazione ma non abbiamo avuto informazioni particolari. Abbiamo saputo dai media dell'indagine. Non sappiamo chi siano i 53 dirigenti denunciati a cui viene contestato un fatto non regolare dal punto di vista procedurale. In poche parole contestano l'applicazione della legge sulla stabilizzazione fatta da 53 dirigenti regionali. Siamo tranquilli. Attendiamo di capire l'evolversi dell'indagine. La giustizia farà il suo corso, ma già anticipo una commissione di indagine interna”.

La complessa attività operativa, che si è sviluppata per oltre 18 mesi su tutto il territorio regionale attraverso lunghi e articolati esami testimoniali e documentali, riscontrati con una minuziosa analisi normativa, ha infatti permesso di far emergere sistematiche e diffuse violazioni costituenti reato. “In particolare, i dirigenti denunciati hanno, prima di tutto, eluso la normativa di settore, omettendo di predisporre i previsti “Piani triennali del fabbisogno del personale”, documento fondamentale per consentire, alla Regione Marche, di preventivare le necessità di personale da assumere” proseguono i finanzieri.

In molti casi, inoltre, non sono state attivate le necessarie procedure di concorso pubblico, mentre in altri si è proceduto alla predisposizione di “bandi fotografia”, cioè veri e propri provvedimenti illeciti, formati esclusivamente per assumere dipendenti predeterminati. In tali bandi, infatti, i requisiti previsti sono stati “fotografati” su quelli effettivamente posseduti dai lavoratori interessati, arrivando persino a pubblicare il relativo bando di concorso il giorno successivo a quello in cui il dipendente da stabilizzare aveva maturato i requisiti indicati (11 i casi accertati). Il caso finirà anche sul tavolo della procura regionale della Corte dei Conti “per le valutazioni di competenza, ai fini dell’accertamento delle eventuali condotte causative di danno erariale in capo ai responsabili”.

Il direttore generale dell’Asur Marche, Alessandro Marini, interviene assicurando collaborazione: “Si parla di regolarità delle assunzioni di alcune centinaia di unità di personale. Al riguardo i percorsi di stabilizzazione disciplinati da normativa nazionale richiedevano specifici requisiti ed il rispetto di apposita procedura. In riferimento alle indagini in corso, l’amministrazione si dichiara sin da ora a disposizione per qualsiasi chiarimento necessario all' autorità inquirente e, non appena a conoscenza dei fatti specifici oggetto di indagine, avrà cura di attivare una autonoma verifica amministrativa”. Sullo stesso tema chiude Ceriscioli: “Noi faremo tutto quello che possiamo fare e assicuriamo collaborazione. Probabilmente l'indagine riguarda le assunzioni fatte in virtu' della legge sulle stabilizzazioni del 2007. Non può trattarsi della legge Madia perché le indagini sono state compiute nel corso di 18 mesi quando ancora la legge non c'era".

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