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Sanità sempre più privata, manifestazione contro la Regione. Ceriscioli: "Fake news, ecco perché"

Respinge l’accusa di svendere il sistema sanitario: “Si tratta di un fraintendimento, nei migliori dei casi, o addirittura di una polemica politica fuori luogo. La 145 restringe quello che c’è già oggi, quello che la legge nazionale ci permette di fare, cioè le sperimentazioni sanitarie tra pubblico e privato".

Sanità

Ancona – “Siamo uniti dal buon senso e dalla volontà di difendere il territorio – sottolineano i sindaci Baldelli, e Bonci, arrivati insieme a esponenti di Lega, 5 Stelle e Forza Italia -. Ormai il disegno è chiaro a tutta la regione: a Natale 2016 sono stati depotenziati gli ospedali del nostro territorio per lasciare spazio ai privati mentre a Pasqua 2018 quelle stesse strutture chiuse o depotenziate vengono messe nelle mani del business privato. La legge 145 non e' altro che lo strumento attraverso il quale la Regione regalerà per sei anni alla sperimentazione dei privati delle strutture pagate con risorse pubbliche. Scempio nei confronti del diritto alla salute e nei confronti del diritto alla vita dei nostri cittadini". Due manifestazioni fuori dalla regione Marche mentre all’interno il presidente Luca Ceriscioli spiegava alla stampa la sua legge 145: “Siamo di fronte a una “fake news” con cui si sta montando una polemica assurda sulla proposta di legge regionale 145, dal momento che la normativa sulle sperimentazioni gestionali in sanità (andrà in aula il 17 aprile) delinea un quadro più restrittivo di quello previsto, già da 25 anni, a livello nazionale. Limita le attività amministrative della Giunta regionale, che altrimenti potrebbero esercitarsi con un’ampia discrezionalità, rivalutando la centralità decisionale dell’Assemblea legislativa. Quindi nessuna apertura indiscriminata al privato, ma contenimento delle opportunità già previste dalla legislazione nazionale”.

Respinge l’accusa di svendere il sistema sanitario: “Si tratta di un fraintendimento, nei migliori dei casi, o addirittura di una polemica politica fuori luogo. La 145 restringe quello che c’è già oggi, quello che la legge nazionale ci permette di fare, cioè le sperimentazioni sanitarie tra pubblico e privato. La normativa regionale proposta riduce il campo discrezionale, non si capisce come possa innescare un cambiamento della natura della sanità marchigiana”. Le Marche occupano il 14° posto in Italia per incidenza della sanità privata sulla pubblica: “Siamo ben lontani dalle prime (Lombardia e Lazio: 27,9 e 24,6) e sette punti in meno (11,8) rispetto alla media nazionale (18,8). La privata marchigiana assorbe lo 0,09 del budget sanitario. Cifra irrisoria, spesa per una sperimentazione a Sassocorvaro, autorizzata nel 2003, conclusa nel 2016 e convenzionata nel 2017 per gli ottimi risultati conseguiti in termini di servizi alla comunità di riferimento”. Il presidente ha poi argomentato l’impegno della Regione per il rafforzamento della sanità pubblica attuato in questa legislatura: “Negli ultimi tre anni abbiamo recuperato 1.200 dipendenti: nel 2014 il personale delle aziende sanitarie era sceso a 19.895 unità, oggi siamo a 21.102 (erano 21.101 nel 2010). L’obiettivo del 2018 è proprio quello di stabilizzare il personale, perché non vogliamo lasciare i lavoratori sanitari nella precarietà. Il budget, calato a 2.684 milioni del 2015, è inoltre salito a 2.759 milioni nel 2017 (superiore ai 2.750 milioni del 2011). Abbiamo quindi investito risorse nei macchinari, nel personale, nella capacitò di spesa delle aziende: come possiamo essere accusati di smantellare la sanità pubblica?”.

Ceriscioli ha poi fatto un esempio di modalità integrativa tra pubblico e privato: “Come ipotesi possiamo citare l’uso delle nostre macchine diagnostiche ferme. Abbiamo Tac e Risonanze magnetiche che in una settimana stanno anche 30-40 ore ferme perché il personale pubblico arriva dove può arrivare. Poter utilizzare 30-40 ore in più macchine su cui abbiamo già investito, significa abbattere le liste di attesa, con una incidenza sulla spesa sanitaria generale modesta che ci lascia tranquilli nella 14 posizione, a percentuali bassissime di privato nella sanità marchigiana. Con la proposta di legge mettiamo quindi paletti più stretti, in modo che quando avvieremo una sperimentazione, saremo più sicuri di ottenere un risultato che costa meno e offre servizi. Manteniamo la natura di una nostra sanità fortemente pubblica e apriamo degli spazi per arrivare laddove non può farlo, lasciando al privato un ruolo complementare a quanto già offriamo ai cittadini”. Il presidente della IV Commissione consiliare, Fabrizio Volpini, ha ricordato che la proposta di legge è stata condivisa con un’ampia consultazione: “Limita la discrezionalità della Giunta a favore del Consiglio, non disinveste nella sanità pubblica a favore della privata, restringe le opportunità già garantire dalla legge nazionale”.

Convinti i contestatori? Neanche un po’: “La Regione si fermi e torni indietro. Non si può prescindere da piccoli ospedali che sono la vera ricchezza del nostro territorio. Con la legge 145 si chiude un quadro drammatico. Prima tolgono servizi pubblici, la gente si abitua al fatto che la sanità pubblica, da sola, non può garantire certi servizi e poi, con la legge 145 si apre definitivamente ai privati. Fermare subito la legge 145 e si faccia nuovo Piano sanitario regionale basato sul modello sanitario policentrico".

r.vit.

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