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Verso il voto. Scintille a Pesaro, la Fabbri perde il posto sicuro. E ad Ascoli il Pd cambia posizioni

camilla fabbri

Il motivo? La posizione non sicura assegnata al loro presidente Bonelli nelle Marche.

PESARO – Non era facile creare così tanto caos. E invece ci si è riusciti. A Pesaro, regno del centrosinistra, tutto si è complicato dopo una notte di fuoco a Roma in cui i Verdi hanno minacciato di non firmare le liste. Il motivo? La posizione non sicura assegnata al loro presidente Bonelli nelle Marche. Il politico, infatti, era stato posizionato come capolista del collegio di Fano-Senigallia, un posto tutt’altro che certo per un alleato. E così, ecco che salta Camilla Fabbri da capolista del collegio al senato e al suo posto va Bonelli. E la Fabbri? Tranquilla, le dicono da Roma, prendi tu l’uninominale di Fano. Apriti cielo. La senatrice uscente si infuria ed è tutt’altro che convinta di accettare la candidatura. Anche se il sindaco di Senigallia Mangialardi le ha già promesso sostegno. Alle 17 la Fabbri ha convocato i giornalisti, si vedrà.

Come se non bastasse, ieri il giorno era iniziato già male con il battibecco, chiamiamolo così, tra Matteo Ricci e Luca Ceriscioli. Gli ex amici pesaresi hanno fatto emergere tutte le tensioni dell’ultimo anno. “Le liste sono state stilate con un forte ruolo del sindaco di Pesaro facendo forzature a discapito del buonsenso – ha tuonato Ceriscioli-. Sono stati premiati i candidati più vicini alle sue posizioni anche quando non hanno ricevuto il gradimento del territorio. La prova è anche il risultato della lista nella provincia di Macerata dove non compare nessun candidato della maggioranza del partito locale. Un'operazione che serve solo a dividere e non certamente ad unire il partito. In momenti così importanti occorrerebbe tenere presente l'obiettivo prioritario, vincere le elezioni, non stilare liste contro qualcuno. Sarebbe necessario adottare scelte equilibrate in grado di mobilitare tutte le energie disponibili. Chi ha voluto compiere un altro tipo di percorso se ne assuma tutta la responsabilità senza scaricare su altri".

Nel mentre, spostandosi sull’altro lato della Regione, anche ad Ascoli la tensione on manca. Nella notte è stato deciso il cambio di posizione tra Di Francesco e la Di Cintio. Il motivo è semplice, ‘ex segretario Pd sarebbe più forte contro Fioravanti, ipotizzato all’uninominale del centrodestra. Insomma, se bisogna giocare per perdere, almeno farlo con il migliore che si ha a disposizione.

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