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Parità di genere, la Regione Marche deve cambiare il regolamento: "Fate contribuire le donne"

assmblea regionale marche

La legge, quando approvata, è stato sottolineato, permetterà di superare il sistema elettorale marchigiano, ormai anacronistico, come hanno già fatto molte Regioni italiane: tra le ultime, Sardegna, Lazio e Lombardia.

ANCONA – Se ne parla in Regione, si attende a Porto San Giorgio la scelta del ll'assessora mancante da parte del sindaco Loira entro il 14 febbraio, non se ne parla più, ma di dovrebbe, a Fermo: parità di genere.

“A due anni dall’approvazione della proposta di legge, da parte della Giunta regionale, il Consiglio regionale delle Marche e la Commissione affari istituzionali non hanno ancora avviato l’iter della discussione”. Condividere e promuovere un percorso di sensibilizzazione per arrivare, anche nelle Marche, all’approvazione e all’attuazione della proposta di legge regionale che disciplina l’accesso paritario, per uomini e donne, alle cariche elettive. È quanto emerso dall’incontro del Comitato promotore a sostegno della nuova normativa, presentata, nel febbraio 2016, dall’assessora regionale alle Pari Opportunità che prevede la doppia preferenza di genere per le elezioni regionali. Il Comitato ha evidenziato la necessità di adeguare il regolamento dello stesso Consiglio regionale (approvato dall’Assemblea legislativa nella seduta n. 70 del 4 luglio 2017 con deliberazione n. 56) in quanto è necessario dare attuazione a quanto approvato dalla Giunta regionale.

La legge, quando approvata, è stato sottolineato, permetterà di superare il sistema elettorale marchigiano, ormai anacronistico, come hanno già fatto molte Regioni italiane: tra le ultime, Sardegna, Lazio e Lombardia. “È stato ribadito come sia necessario che anche la nostra Regione recepisca e ottemperi a quanto disposto dalla legge nazionale 20/2016 che prevede l’equilibrio di genere nei Consigli regionali, analogamente a quanto già disposto dagli art. 6, 46, 47 del TUEL (Testo unico degli enti locali) in tema di promozione e garanzia di partecipazione di entrambi i generi nei Consigli comunali”.

Il Comitato ha sottolineato che si tratta di una battaglia di civiltà, di democrazia paritaria e di giusta rappresentanza democratica che andrebbe perseguita, con forza e determinazione, per permettere anche alle donne delle Marche - ricche di talento, competenti e capaci, protagoniste in molti ambiti della storia e società marchigiana - di offrire il proprio contributo al governo regionale. Il Comitato - al quale ha recentemente aderito anche la Commissione pari opportunità della Regione Marche – è composto da amministratrici di tutti i partiti, da assessore alle pari opportunità di diverse città (tra le quali Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Jesi, Macerata, San Benedetto del Tronto), dalla Consigliera di parità regionale, da sindacaliste, dalle componenti dei Forum delle donne di Ancona e delle principali città marchigiane, dai Consigli delle donne di Senigallia e Macerata, dalle rappresentanti degli Osservatori e delle più importanti associazioni al femminile marchigiane.

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