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Spese pazze in Regione, accolto il ricorso della Procura: incubo processo per i consiglieri

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I legali: "Si tratta di nomofilachia, cioè discussione sull’indirizzo di poteri del Gup, più che ricerca della verità sulle posizioni?”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Sono di nuovo a rischio processo, dopo la decisione della Corte di Cassazione, gli ex consiglieri regionali del Fermano Paolo Petrini, Rosalba Ortenzi, Franca Romagnoli, Graziella Ciriaci, Maura Malaspina e gli altri 50, sempre tra consiglieri ed ex assessori regionali, finiti al centro dell’inchiesta ‘spese pazze’. Dopo il proscioglimento che risale al 12 settembre 2016, ora sono considerati di nuovo imputati.

Il procuratore generale di Ancona, infatti, contro quel proscioglimento, ha fatto ricorso, accolto dalla Cassazione, sostenendo che il Gup (giudice udienza preliminare) nella decisione era andato oltre il suo potere, perché aveva analizzato in concreto l’ipotesi accusatoria approfondendo le prove senza poi ritenerle adeguate per sostenere l’accusa in giudizio. Insomma, il Gup avrebbe fatto una valutazione di merito sulle indagini preliminari del Pm validate dal Gip. Come sempre la giurisprudenza si divide. Secondo alcune tesi il Gup può bloccare processi con ipotesi di accusa prive di prova, secondo altri invece il Gup potrebbe fare un’analisi approfondita. Come nel caso delle ‘spese pazze in Regione’.

Ora si attende di conoscere le motivazioni che hanno portato ad accogliere il ricorso. Il procuratore ha fondato tutto la sua discussione su “a che cosa serve l’udienza preliminare, interamente sul diritto”, gli avvocati invece hanno evidenziato come il pubblico ministero non avesse raccolto le sollecitazioni del Gup Zagoreo, che aveva invitato il pm a chiarire le ipotesi accusatorie, mentre il procuratore si era limitato a richiamare nel capo di imputazione le tabelle della Guardia di Finanza.

“Oggi - dice uno dei legali della difesa - dopo la decisione della corte di Cassazione, ci si chiede a cosa servirà un processo nei confronti di 60 persone accusate di reati che in molti casi stanno per prescriversi e considerando che chi ha scelti il rito abbreviato è stato assolto. Praticamente comincerà un processo che dovrebbe portare all’assoluzione, a meno che i cinque già usciti dal processo, da Comi a Spacca, non siano stati assolti per sbaglio. Si tratta di nomofilachia, cioè discussione sull’indirizzo di poteri del Gup, più che ricerca della verità sulle posizioni?”.

Ora si torna di nuovo dal Gup, probabilmente sempre di Ancona, che dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati o proscioglierli. I difensori sono davanti a una scelta molto complicata, soprattutto avendo amministratori in carica, che in caso di condanna sulla base della legge Cancellieri decadrebbero.

raffaele.vitali@laprovinciadifermo.com 

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