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Soldi per la ricostruzione pubblica, Ceriscioli: "Abbiamo seguito le priorità dei sindaci"

ceriscioli luca fermo

Cesetti: “Il piano opere pubbliche è di 93 milioni su 1,7 miliardi previsti per il piano nazionale. Parliamo del 5% dei fondi e per questo abbiamo scelto l’impatto simbolico per dare un senso di ripartenza”. Ricciatti: "Scelte inaccettabili".

di Raffaele Vitali

FERMO – Diciotto milioni di euro, su una tranche a livello regionale di 93, sono arrivati nel Fermano per realizzare un’opera pubblica nei comuni colpiti dal sisma. L’elenco ha suscitato qualche malumore, ma la Regione Marche, attraverso il presidente Luca Ceriscioli e l’assessore Fabrizio Cesetti, vuole fare chiarezza sulle motivazioni.

Al voto, di ieri durante l’assemblea dei sindaci fermani e maceratesi, si è arrivati gradualmente. “Sono i sindaci ad aver costruito il piano delle opere pubbliche prioritarie. La ricostruzione pubblica, infatti, passa attraverso i piani delle opere. Tutti i piani vengono approvati dalle governance provinciale dei sindaci” spiega la Regione in una nota. E fino a oggi i piani approvati sono stati quattro per 283,65 milioni di opere.

Piano delle scuole – blocco A scuole ordinanza 14 di Errani che comprende 12 scuole per un totale di 48.730.000; Piano delle scuole – blocco B - approvato e finanziato in parte dallo stato in parte dalla regione per un totale di 139.920.000; Piano delle opere pubbliche della regione Marche, primo stralcio per un totale di oltre 78 milioni di euro per 69 interventi (senza considerare la provincia di Ascoli che discuterà il piano in serata). Le opere dentro il cratere sono 51 per un totale di oltre 61 milioni di euro. Le opere fuori dal cratere sono quasi 17 milioni; Progetti da finanziare con donazione con sms per un totale di 17 milioni.

“Una riunione di governance che è andata molto bene. Solo il sindaco di Montefortino ha votato contro e tre sono state le astensioni, Ponzano, Santa Vittoria e Lapedona. La filosofia era di finanziarie per ogni comune un’opera, una scuola o un’altra opera pubblica. Chi ha avuto la scuola non ha avuto altri finanziamenti. Si sceglie il simbolo, anche fuori dal cratere proprio per cercare di attenuare le differenze dentro e fuori la zona rossa. Per una volta che cerchiamo una strada equa, prendendo come base il danno, si vuole polemizzare. La volontà era di ripartenza unitaria di tutto il territorio” spiega Cesetti.

Una filosofia condivisibile, anche se ha lasciato interdetto il finanziamento di oltre un milione di euro per porto Sant’Elpidio: “Sono i comuni ad aver indicato le opere, tramite la piattaforma informatica, e le procedure, tranne la gara di appalto che sarà seguita da Invitalia” aggiunge Cesetti.

E se Massa Fermana ha incassato oltre tre milioni di euro, è perché il sindaco è stato bravo a segnalare la struttura più grande e bisognosa, tra l’altro classificata con una E. “Parliamo di un paese con famiglie evacuate, danneggiato in molte sue parti. Ed è un paese del cratere. Quindi non parliamo di cose senza senso. Il presidente Ceriscioli è molto attento e sta ben gestendo la questione” prosegue l’assessore che poi aggiunge: “Il piano opere pubbliche è di 93 milioni su 1,7 miliardi previsti per il piano nazionale. Parliamo del 5% dei fondi e per questo abbiamo scelto l’impatto simbolico per dare un senso di ripartenza”.

La Regione Marche ha messo a disposizione una piattaforma informatica sulla quale gli enti pubblici hanno inserito le opere con le priorità. Tutti i comuni del cratere hanno avuto almeno un’opera (tra scuole, municipi o quanto indicato in priorità).

“Al piano approvato ieri – spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli - ne seguiranno tanti altri, con cadenza di 3 o 4 mesi, anche per permettere in condizione gli enti di seguire adeguatamente i lavori. Ringrazio gli amministratori per la collaborazione. Le opere pubbliche inserite fanno parte dei comuni sia dentro che fuori dal cratere, proprio per allargare il più possibile e dare la possibilità ai comuni delle due provincie di ricostruire l’opera che loro ritengono prioritaria”. Insomma, democrazia dal basso.

Anche se la scelta non è piaciuta all’onorevole Lara Ricciatti: “Scorrendo l'elenco degli interventi - continua - emergono squilibri inaccettabili, dovuti all'adozione di un criterio discutibile che vorrebbe portare alla realizzazione di una opera simbolica per ogni città lesionata. In questo modo vengono elargite somme, anche consistenti, a Comuni anche al di fuori dell'area del cratere, vanificando il senso di questa iniziativa e allargando ancora di più le crepe della fiducia nelle istituzioni da parte cittadini che risiedono nei territori terremotati". L’onorevole di Articolo 1 – Mdp teme che si possa aprire “una guerra tra i Comuni. Nessuno vuole privare le aree costiere di interventi nei loro comuni, ma di fronte ad una situazione come quella del sisma non si può non privilegiare un criterio ancorato ai bisogni reali e alle priorità di intervento, anche in base ad un semplice principio di solidarietà regionale.

“Su un piano come questo che distribuisce risorse importanti non si può ragionare come se nulla fosse accaduto in questo anno, come se non ci fossero ancora enormi criticità nelle aree colpite dal terremoto. La Regione ripensi alla ripartizione di quei fondi invertendo le priorità - conclude Ricciatti - si parta dall'area dei Sibillini, maggiormente colpita, per arrivare alla costa".

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