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Marche, il Pd perde pezzi. Se ne va il capogruppo Busilacchi. Cresce Articolo 1 - Mdp

pd banchett

A testimoniare l’importanza della scelta, l’annuncio è stato dato dai vertici di Montecitorio, Roberto Speranza e Arturo Scotto. "La nostra famiglia politica si allarga sempre di più e il nostro progetto si radica sempre di più” ha sottolineato Speranza.

ANCONA – Forse non aveva tutti i torti, se non nei modi, Matteo Ricci quando parlava di ‘caso Marche’ e di problemi da affrontare dentro il partito Democratico a livello regionale. La dimostrazione arriva dalla decisione di Gianluca Busilacchi, capogruppo Pd in consiglio regionale, di lasciare il partito di Matteo Renzi e passare nelle fila di Articolo 1.Mdp. A testimoniare l’importanza della scelta, l’annuncio è stato dato dai vertici di Montecitorio, Roberto Speranza e Arturo Scotto. "La nostra famiglia politica si allarga sempre di più e il nostro progetto si radica sempre di più” ha sottolineato Speranza.

Deluso Francesco Comi, il segretario del Pd Marche: “Scelta miope e divisiva. Questa mattina, dopo le richieste di chiarimento dei giorni scorsi, ho parlato a lungo con il consigliere che mi ha comunicato la decisione di aderire al MDP. Ho spiegato di essere molto dispiaciuto sul piano personale e politico per la sua scelta, dato che insieme abbiamo condiviso in questi anni molte battaglie e momenti importanti”.

Busilacchi da parte sua ha subito chiarito le ragioni di questo passaggio: “Una scelta meditata. Da un lato non vedo più nel Pd quei valori e quelle scelte che lo avevano contraddistinto nel 2007. Quel Pd non esiste più, è stato smarrito il senso di quel progetto, con un distacco crescente dalla popolazione e dall'elettorato tradizionale. Articolo 1 è l'unico soggetto in grado di portare avanti il progetto del centrosinistra, mentre nel Pd c'è solo il governissimo, ed ogni giorno il partito dimostra di non credere nel valore della discussione ed ha assunto a metodo il settarismo di maggioranza”.

In vista dei congressi autunnali, dove verranno rinnovati tutti i vertici locali e provinciali, Comi dovrà lavorare per non perdere altri pezzi da novanta e dovrà cominciare dal ricucire la frattura pesarese tra Ceriscioli, presidente della Regione, e ricci, sindaco di Pesaro e responsabile enti locali del Pd. Arrivare in queste condizioni al voto del 2018 potrebbe essere per i democratici il suicidio finale, anche sui territori dove le fuoriuscite si susseguono, solo a Fermo hanno lasciato i vertici Pd Marrozzini, Offidani e Lattanzi per cominciare, e dove gli indecisi da mosse come quella di Busilacchi possono trovare forza.

Raffaele Vitali

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