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Macerie ferme e assunzioni farraginose, l'onorevole Ricciatti porta i casi di Fermo e Ascoli in Parlamento

larasorriso

Portare via le macerie è la priorità. Stiamo lavorando a ritmi serrati ma non basta - spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli - con la definizione del piano regionale delle macerie abbiamo deciso di implementare la rimozione a partire dai comuni più colpiti dal sisma".

AMANDOLA - “Da oggi per la rimozione delle macerie si lavorerà anche di notte. Per accelerare il più possibile abbiamo deciso deciso di attivare i due siti di deposito temporaneo di Monteprandone e di Tolentino con turnazioni di lavorazione h 24. Portare via le macerie è la priorità. Stiamo lavorando a ritmi serrati ma non basta - spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli - con la definizione del piano regionale delle macerie abbiamo deciso di implementare la rimozione a partire dai comuni più colpiti dal sisma".

A queste parole fa seguito l’interrogazione presentata in Parlamento dall’onorevole Lara Ricciatti, Mdp, assieme ad altri colleghi, da Epifani a Scotto, da Piras a Zoggia fino a Stumpo e D’Attorre. “Al Presidente del Consiglio dei ministri, dopo diverse notizie di stampa che riportano di farraginose procedure burocratiche

Tra gli esempi citati, quello per l’iter burocratico relativo alla costruzione dei moduli prefabbricati che prevederebbe almeno undici passaggi tra comune, Protezione civile, genio civile regionale, procedure per l'esproprio, società incaricata del layout, autorizzazione del comune, della regione, (dalla quale parte poi l'incarico della progettazione) e i passaggi successivi agli enti per l'abitazione pubblica. Procedure che hanno portato ad avere a disposizione solo un esiguo numero di prefabbricati rispetto alle richieste avanzate; altro elemento estremamente critico quello delle continue modifiche del quadro normativo che dovrebbe regolare la fase post sisma.

Il decreto n. 189 del 2016 è stato già emendato o integrato da altri testi, come il «decreto Gentiloni» o la cosiddetta «manovrina»; mentre l'ufficio del Commissario straordinario alla ricostruzione ha già emesso 29 ordinanze, alcune delle quali a modifica delle precedenti; secondo una stima richiamata dal quotidiano citato, ci sarebbero 2,3 milioni di tonnellate di macerie ancora da rimuovere. Dal sisma del 24 agosto 2016 si è riusciti a rimuovere solo 176 mila e 700 tonnellate, pari a circa l'8 per cento del totale; le attività di rimozione sono partite con tempi diversi nelle varie regioni, con un ritardo significativo nelle Marche, dove tali attività sono iniziate solo ad aprile, raccogliendo appena 65 mila tonnellate su un milione”. Gli onorevoli entrano poi nel dettaglio: “In particolare i casi delle province di Macerata, Fermo e Ascoli, dove ci sono voluti cinque mesi e sette autorizzazioni perché la Conferenza dei servizi autorizzasse la ditta Htr a portare macerie nel sito di stoccaggio di Arquata”.

Nell’interrogazione la Ricciatti poi punta sulle assunzioni: “Il decreto n. 189 del 2016 che prevede, all'articolo 50-bis, la possibilità di assumere personale a tempo determinato, 350 persone a divide nelle varie amministrazioni. Il problema è che il decreto consente di scegliere le persone da assumere seguendo procedure ordinarie, attingendo da graduatorie pubbliche vigenti. Scelta che risponde a opportune esigenze di trasparenza in un contesto di normalità, ma che, in una situazione di emergenza, costituisce una ulteriore ragione di rallentamento nelle attività di supporto alla ricostruzione; si segnalano, infine, i rischi dei ritardi nei sopralluoghi e nella redazione delle schede Aedes. Le schede sono necessarie per ottenere i contributi statali ai privati per la ricostruzione degli immobili di proprietà danneggiati o distrutti dal sisma. Il termine per richiedere tali contributi è fissato al 31 luglio 2017, mentre i sopralluoghi effettuati ad oggi sarebbero circa 184.700 su 208.000, con una concentrazione dei sopralluoghi mancanti nelle Marche (19.200 su 23.000). Le domande che non rispetteranno il termine andranno incontro all'inammissibilità?”. In conclusione: “Quali iniziative d'urgenza intenda adottare il Governo per affrontare le criticità illustrate in premessa?”.

Raffaele Vitali

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