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Il ritorno di Cesetti: "Province, faremo la nostra parte. Ma 40 milioni sono troppi". Dieci pronti sul tavolo

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L'assessore: “È in atto una ricognizione precisa e alle Province verrà dato quello che spetta loro per la gestione delle funzioni non fondamentali- spiega alla Dire Cesetti- ma non possono pensare che l'amministrazione regionale copra integralmente ciò che il Governo gli ha tagliato".

di Raffaele Vitali

FERMO – Tirato in ballo in prima persona (leggi), come ex presidente della provincia di Fermo, l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti interviene in merito ai rimborsi chiesti dagli enti locali per funzioni che stanno svolgendo al posto della Regione Marche. "Alle Province daremo quanto spetta a loro. Ma la Regione non può coprire i tagli dello Stato".

Cambia finalmente il messaggio della Regione ai cinque presidenti provinciali, preoccupati per una situazione finanziaria sempre più compromessa. Un modo per evitare lo scontro e per tornare a giocare quel ruolo da protagonista che i territori si attendono da chi è sempre stato un riferimento. “È in atto una ricognizione precisa e alle Province verrà dato quello che spetta loro per la gestione delle funzioni non fondamentali- spiega alla Dire Cesetti- ma non possono pensare che l'amministrazione regionale copra integralmente ciò che il Governo gli ha tagliato".

Il nodo è semplice: le Province di Pesaro Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo chiedono 40 milioni di euro per la gestione delle funzioni non fondamentali (Caccia, Pesca e Lavoro) nel periodo 2016/2017. La regione sarebbe invece pronta a concederne 10 in totale. “Un dato esagerato- prosegue Cesetti – considerando che la Regione formalmente è obbligata a liquidare le risorse da quando ha iniziato a esercitare le funzioni ossia dal primo aprile 2016. Dopodiché ci sono da effettuare delle compensazioni per l'avanzo vincolato relativo alle risorse che prima la Regione trasferiva alle Province”. Questo è quanto la Regione è pronta a riconoscere, ma al contempo Cesetti, conscio della straordinarietà della situazione non chiude le porte del tutto: “Valuteremo se sussistono le condizioni per riconoscere un contributo straordinario alle Province ma non siamo obbligati. Nessuno può fare il prepotente".

L’assessore al Bilancio dedica un ultimo passaggio a quella che fin dal primo giorno ha ritenuto una riforma pessima, tornando così a giocare un ruolo da protagonista anche per le future battaglie che l’Upi, di cui è stato uno dei leader nazionali, dovrà combattere giorno dopo giorno: “La riforma Delrio grida vendetta: alle Province vanno garantite risorse per poter erogare servizi ma è lo Stato a tagliare e non la Regione". Insomma, Cesetti è tornato. Come sperava anche la Cisl che con il segretario generale Rossi da un lato chiede alle Province di continuare a garantire i servizi e dall’altro alla Regione di fare la sua parte. "Le Province devono avere le risorse non solo per coprire i costi del personale, ma soprattutto per assolvere alle funzioni datele dalla legge in materia di scuole, strade, ambiente- continuano-. Inoltre deve essere definita la Convenzione 2017 per i centri per l'impiego che devono essere messi in condizioni di operare concretamente. Le Province devono avere altresì certezze sull'arrivo delle risorse dovute anche dalla Regione". Secondo la Cisl solo la Regione può attivare quella fase di confronto necessaria per "superare le tensioni che si stanno innescando nei territori. Serve un tavolo ad hoc".

@raffaelevitali

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