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Archiviate le accuse contro Sandro Bisonni. Il consigliere contro gli ex compagni del 5 Stelle: "Sono un grande bluff"

bisonni sandro

La posizione di Bisonni, insegnante, indagato perché, secondo l'accusa, avrebbe partecipato ad una manifestazione elettorale mentre usufruiva di un permesso per assistere il padre malato, è stata archiviata, mentre la Procura di Macerata ha chiesto il rinvio a giudizio di altri due indagati.

PORTO SAN GIORGIO - Il consigliere regionale Sandro Bisonni esce dall'inchiesta sui permessi della legge 104 (prevista per assistere i familiari malati) e chiarisce alcuni aspetti della vicenda che lo ha coinvolto sparando a zero sul Movimento 5 Stelle. “Durante la campagna elettorale che feci per le regionali del 2015 – afferma Bisonni –  figure del Movimento 5 Stelle hanno iniziato a diffondere menzogne sul mio conto con l’unico scopo di non farmi eleggere. Nonostante questa campagna denigratoria sono stato scelto ed eletto da quelle persone che mi stimavano e mi apprezzavano anche se non appartenenti al Movimento". La posizione di Bisonni, insegnante, indagato perché, secondo l'accusa, avrebbe partecipato ad una manifestazione elettorale mentre usufruiva di un permesso per assistere il padre malato, è stata archiviata, mentre la Procura di Macerata ha chiesto il rinvio a giudizio di altri due indagati.

"Delusi da questo successo - dice Bisonni - gli strateghi del Movimento, che volevano altri al posto mio in Consiglio regionale, hanno cercato appoggi in cerchie altolocate del partito minando la mia onorabilità pur di eliminarmi politicamente. Venne chiesta la mia espulsione con una semplice email nemmeno firmata. Visto il trattamento ricevuto e decadute le minime garanzie democratiche nonostante potessi muovere ricorso ed oppormi a questa ingiustizia, preferii abbandonare quello che ormai appariva, con estrema evidenza, un partito senza regole e democrazia”. Ma non era ancora finita. “A novembre 2015 un esposto anonimo presso le Procure della Repubblica di Macerata e di Ancona, proprio nel momento in cui il mio dissenso, all'interno del Movimento, era più forte. La Procura della Repubblica ha semplicemente fatto il suo lavoro e la Giustizia, nella quale non ho smesso mai di credere, ha stabilito la verità, ossia la mia totale correttezza, spazzando via tutte le diffamazioni ignobili che alcuni hanno usato strumentalmente contro di me”.

Prosciolto e deluso dai suoi ex compagni di viaggio politico: “Credo che il Movimento 5 Stelle sia uno dei più grandi bluff della politica italiana, che stia ingannando milioni di persone e che stia facendo l'esatto contrario di quello che va predicando. Quel partito che predicava di essere un “non partito” che trasuda trasparenza, ma trasparente non è, che voleva un “non statuto” e che poi invece ne ha almeno 2, che asseriva di voler tagliare i costi alla politica e poi a Roma intendeva avvalersi di un capo del gabinetto a 193.000 euro, che affermava di voler restituire i soldi e poi si scopre con uomini che non restituiscono più quasi nulla, che voleva lo streaming e ora non lo pratica, che voleva la democrazia dal basso e fa votare a posteriori (come nel caso dell'accordo per il passaggio al gruppo europeo Alde), che grida onestà per fare giustizia “ad personam”, che voleva essere libero e poi va a braccetto con una Srl, dove le persone si iscrivono alla associazione MoVimento 5 stelle (con la “V” maiuscola e costituita nel 2009) e non sanno che esiste una seconda associazione che si chiama Movimento 5 stelle (con la “v” minuscola e costituita nel 2012). Questo partito ha tradito tutti i principi fondanti ai quali avevo aderito, mi ha perseguitato per un fatto che non sussiste, mi ha giudicato fregandosene della giustizia e in Italia manda avanti solo alcuni yes men".

Conclude Bisonni con un auspicio. "Spero solo che gli italiani si sveglino presto da questo incubo, perché non possiamo permetterci di avere anni e anni di Movimentismo, pertanto invito tutti ad uscire fuori dal Matrix a 5 stelle. Oggi che ogni nube è stata eliminata con la mia totale estraneità da ogni tipo di accusa, desidero ringraziare i tanti che conoscendomi non hanno mai dubitato della mia correttezza e mi sono stati vicino in questi mesi; a mio padre che non c'è più, alla mia famiglia. Ora continuerò con più determinazione e impegno di prima a svolgere il mandato elettorale che mi è stato assegnato mosso, come sempre, unicamente dal desiderio di migliorare questa nostra splendida regione per il bene di tutti i marchigiani”.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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