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Crollo del ponte in A14. L'inchiesta si concentra sulla catena di appalti. Il premier Gentiloni: chiarire ogni responsabilità

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L'ingegner Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento per Autostrade per l'Italia che sta valutando “l'ipotesi di eventuali errori e possibili azioni a tutela”.

Ancona -  Si concentra sulla "catena di appalti" l'Inchiesta aperta dalla Procura di Ancona dopo il crollo del ponte lungo la A14 che dovrà fare luce sulle responsabilità dell'accaduto. Una tragedia costata la vita a una coppia di imprenditori residenti a Pagliare. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti e ipotizza il reato di omicidio colposo plurimo. Sul ponte crollato in A14 c'erano al lavoro «più ditte» (oltre alla Delabech srl di Roma, subappaltatrice per conto della Pavimental, società controllata di Autostrade, il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto e altre ancora) e un numero imprecisato di operai, almeno due squadre. Il cavalcavia si sarebbe inclinato da un lato per poi scivolare e abbattersi al suolo. La conferma viene dal dirigente del Compartimento di Polizia stradale delle Marche Alessio Cesareo, secondo cui è possibile che il troncone caduto non appoggiasse perfettamente per l'intera lunghezza, o che da una parte fosse più sollevato e dall'altra meno, anche se si tratta di ipotesi che dovranno essere verificate e trovare conferme nel corso delle indagini.

L'ingegner Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento per Autostrade per l'Italia che sta valutando “l'ipotesi di eventuali errori e possibili azioni a tutela», ha ribadito che «è andata in crisi la struttura dell'insieme dei sostegni provvisori del ponte, per motivi da accertare. La struttura di calcestruzzo che sosteneva le travi fino all'inizio delle operazioni di sollevamento del cavalcavia è integra». Il punto centrale dell'inchiesta è ora stabilire il tempo intercorso tra il sollevamento e il crollo, hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm Irene Bilotta. Secondo Autostrade, “le attività di sollevamento erano state completate alle 11.30”. Al momento dell'incidente, poco prima delle 14, il personale era occupato in «attività accessorie». Particolare confermato dagli operai sentiti dalla polizia: «Stavamo raccogliendo le attrezzature». Ma si sta cercando di capire se, invece, il sollevamento fosse ancora in atto o il ponte non ancora del tutto stabilizzato. Da quel che si sa fino a questo momento, una squadra di almeno cinque persone lavorava al sollevamento a livello del piano stradale (i dipendenti della Delabech), un'altra era sopra il cavalcavia per lavori sul manto bituminoso, circostanza, questa, che non avrebbe inciso in alcun modo sulla dinamica dell'incidente. L'Anas, che è estranea alla vicenda, interviene attraverso il presidente Gianni Vittorio Armani: quel che è accaduto sull'A14 è «sicuramente una cosa completamente diversa» rispetto al crollo del cavalcavia in provincia di Lecco, ha dichiarato, perché «ieri il problema è stato di sicurezza del cantiere di lavoro».

Sul crollo in A14 è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni. "Mi auguro - ha detto -  che l'inchiesta chiarisca le responsabilità" ma "non caverei da un singolo episodio valutazioni sull'intero sistema autostradale italiano".

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