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Terremoto, PD Marche-Lazio: digitalizzazione strumento per la sopravvivenza delle comunità locali

PDMarche DisasterRecovery 1

Obiettivo è dotare gli enti locali di un Piano di Disaster Recovery che permetta di salvaguardare dati e sistemi informativi su cui si basa l’attività amministrativa.

ANCONA - Si è tenuto a Roma, venerdì 3 marzo, l’incontro in tema di Disaster Recovery organizzato dal Partito Democratico delle due regioni dell’Italia centrale colpite dal recente evento sismico. Un’occasione per riflettere sulla necessità che gli enti della PA si dotino di una programmazione in grado di preservare i dati della propria attività, garantendo continuità di servizi ai cittadini.

Affrontare il terremoto e altre emergenze con l’”arma” della digitalizzazione e della sicurezza informatica. Dotare gli enti locali di un Piano di Disaster Recovery che permetta di salvaguardare dati e sistemi informativi su cui si basa l’attività amministrativa, garantendo continuità ai servizi per i cittadini e alla vita delle comunità locali, gestendo l’emergenza ed evitando situazioni di stallo. È questo il tema al centro dell’incontro organizzato da PD Marche e PD Lazio – dalle rispettive aree tematiche sull’Innovazione Tecnologica – tenutosi a Roma venerdì 3 marzo.
L’iniziativa, dal titolo “Disaster Recovery e Business Continuity negli Enti Locali per la continuità dei servizi ICT e per rispondere alle calamità naturali – L’importanza della digitalizzazione e del Cloud e l’efficienza della PA. Focus su Lazio e Marche”, si è proposta di analizzare le opportunità fornite dal digitale, in particolare per le PA, nell’affrontare le sfide e le emergenze del nostro tempo. Partendo proprio da una riflessione sul recente evento sismico che ha colpito entrambe le regioni, si è focalizzata l’attenzione sulla necessità, per gli enti coinvolti in emergenze straordinarie, di recuperare funzionalità in poco tempo e con poco dispendio di risorse.
“Con il terremoto – ha evidenziato Chantal Bomprezzi, responsabile PD Marche Agenda Digitale – i Comuni hanno perso molti dei loro dati sotto le macerie, perché in formato cartaceo. La digitalizzazione della PA, accompagnata da un’apposita programmazione in materia di Disaster Recovery, avrebbe consentito di mantenere quelle informazioni in formato digitale, in quanto replicabili da remoto. La stessa mancanza ha comportato la perdita anche di dati in formato digitale, rimasti nei server recuperati dai Vigili del Fuoco anche a distanza di due mesi. Si tratta di capire – ha concluso – che in quei server era racchiuso l’Ente stesso”.
L’evento ha visto la partecipazione di relatori di rilievo, quali il Dott. Giovanni Rellini Lerz, Responsabile del Servizio Monitoraggio Attività e Coordinamento di AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, l’Ing. Diego Franzoni, Vice Presidente dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Ancona, il Prof. Alberto Gambino, Pro-rettore dell’Università Europea di Roma e Presidente IAIC – Accademia Italiana del Codice di Internet e il Dott. Alessandro Alongi, autore del libro “Conversione Digitale”.
L’appuntamento è stato, inoltre, occasione per considerare anche l’altra faccia della medaglia di quella che viene definita la “quarta rivoluzione industriale”, cioè la necessità della tutela dei dati e della privacy degli utenti, oltre che il delicato tema della sicurezza cibernetica.

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