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Sale la tensione tra i terremotati: protesta in Regione. E il timore che Errani se ne vada non solo dal Pd

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“Oltre a pensare all'emergenza – ribadisce intanto l’assessore regionale alle Infrastrutture Angelo Sciapichetti in un'audizione in Commissione Ambiente della Camera – bisogna ripensare a come rimettere in piedi l'economia".

di Raffaele Vitali

AMANDOLA – Esasperati a tal punto da arrivare ad Ancona, pur tra mille difficoltà di spostamenti, per manifestare contro la Regione Marche. “Ci sentiamo abbandonati. I politici devono dimostrare competenze con i fatti e non con chiacchiere”. Claudio Bellini, imprenditore di Ussita, sintetizza il sit-in sotto la sede regionale promosso da 'Terre in Moto’, la rete che unisce varie realtà sociali. Un centinaio di persone, chi vive in albergo o da amici e parenti perché delle casette ancora non c'è traccia. Persone - 25 mila i coinvolti in 87 Comuni del cratere - che aspettano risposte e vogliono essere ascoltati.

In questo contesto si inserisce anche la tensione ad alto livello che ha coinvolto il commissario Vasco Errani che secondo il settimanale Panorama avrebbe parlato di “fallimento dello Stato nella gestione post-sisma”. Il virgolettato è stato smentito dall’ufficio stampa dell’ex Governatore dell’Emilia: “Non ha parlato né di drammi, né tanto meno di 'fallimenti dello Stato, ma ha sottolineato l'esigenza concreta di moltiplicare gli sforzi per accelerare”.

Che qualcosa non funzioni ormai è evidente e ora a preoccupare i terremotati e le istituzioni locali c’è anche la decisione di Vasco Errani di lasciare il Pd. Decisione che dovrebbe essere annunciata a fine settimana. Come la prenderà Matteo Renzi? “Oltre a pensare all'emergenza – ribadisce intanto l’assessore regionale alle Infrastrutture Angelo Sciapichetti in un'audizione in Commissione Ambiente della Camera – bisogna ripensare a come rimettere in piedi l'economia visto che nelle Marche si è già registrato un crollo delle prenotazioni alberghiere”.

“Ve serve una scossa” hanno scritto in cartelli arancioni, come le pettorine indossate, per denunciare «l'incompetenza» della Regione. “Vergogna” ha gridato un cittadino di Bolognola ricordando come alcuni residenti abbiano provveduto da sé a costruire soluzioni abitative d'emergenza e stalle.

Una delegazione ha poi incontrato Cesare Spuri, direttore dell'ufficio speciale per la ricostruzione, presentandosi con un 'decalogo’ di istanze: dall'istituzione di un tavolo per la partecipazione delle popolazioni alla gestione post-sisma alla velocizzazione della predisposizione dei moduli provvisori per gli allevatori fino alla deroga a norme per realizzare in autonomi moduli abitativi. Durante l’audizione alla Camera è intervenuto anche Guido Castelli, delegato Anci Marche, ha espresso la necessità di esonerare i Comuni colpiti dal sisma dai vincoli di bilancio 2017. Una situazione pesante, insomma, che ha spinto i terremotati alla protesta in Regione.

Alle accuse di ‘assenza’ mosse alla Regione e al suo presidente Luca Ceriscioli, Spuri ha replicato: “Dal 24 agosto lavoriamo tutti i giorni per fare tutto il possibile, il presidente e l'assessore Sciapichetti hanno girato come 'trottole’”. Ma siccome è evidente che qualcosa non va, la Regione aprirà altri uffici informazione sul territorio. E questo è il punto sugli alberghi che ospitano terremotati: di 312 fatture registrate ne sono state pagate 198 (14,5 milioni di euro); delle strutture non pagate, 30 si sono 'iscritte’ tra gennaio e febbraio e sono da contrattualizzare. Quanto ai posti letto, di 5.500 ospitati, 4.000 sono confermati e 1.200 in attesa. La Regione punta comunque a non far spostare le persone. 

@raffaelevitali 

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