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Paolo Gentiloni, un nobile marchigiano con il terremoto nel cuore, alla guida dell'Italia

gentiloni tolentino

Tra i suoi ascendenti, il conte Domenico Silverj, suo trisavolo, musicista, primo sindaco di Tolentino, e Vincenzo Ottorino Gentiloni, uomo di fiducia di Pio X e promotore del «patto» con il quale i cattolici tornarono a votare nelle elezioni del 1913.

MACERATA – “Sono consapevole dell'urgenza di dare all'Italia un governo nella pienezza dei poteri, per rassicurare i cittadini e affrontare con massimo impegno e determinazione le priorità internazionali, economiche, sociali, a iniziare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto”. Il nuovo presidente del Consiglio in pectore, Paolo Gentiloni, è partito da qui. E non poteva essere diversamente visto che l’uomo scelto dal presidente della repubblica, Sergio Mattarella, per guidare il Paese nel dopo Renzi è originario di Tolentino, uno dei Comuni più colpiti dal terremoto.

“Le parole di Gentiloni sull'impegno del governo per i comuni colpiti dal terremoto sono importanti, fanno eco a quelle del presidente Mattarella. Appena si sarà insediato chiederemo un incontro per illustrargli lo stato dell'arte. Siamo sicuri che anche da Gentiloni, così come successo con Renzi, avremo la stessa attenzione, il nuovo premier è infatti già venuto nelle Marche, così da poter proseguire con il lavoro che stiamo facendo insieme al commissario Errani” commenta il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli.

Gentiloni ha un forte legame con le Marche e ha ascendenze nobili che lo legano a Tolentino “dove torna abbastanza spesso ma in punta di piedi” come racconta il sindaco Giuseppe Pezzanesi. Il palazzo di famiglia è proprio vicino alla Basilica di San Nicola, uno dei principali santuari dell'Italia centrale, risalente al secolo XIII, seriamente danneggiata dal sisma e visitata di recente, caschetto in testa, da Gentiloni.

Quando gli è stata conferita la cittadinanza onoraria, così recitavano le motivazioni: “Ha mantenuto «uno stretto legame con la città che ha visto i natali dei suoi pregiatissimi antenati”. Gentiloni è figlio di Carlo Alberto, nipote di Stefano e pronipote di Aristide; discende dalla famiglia Gentiloni Silveri, che è poi il suo cognome per esteso, considerata una delle più antiche di Tolentino e a cui il duca di Parma Ferdinando I concesse il titolo di conti nel 1778. Tracce dell'importanza dei Gentiloni Silveri a Tolentino, si scopre leggendo nel sito del Comune, sono ravvisabili anche in immobili di grande pregio commissionati nel corso della storia dagli antenati di Gentiloni. Tra i suoi ascendenti, il conte Domenico Silverj, suo trisavolo, musicista, primo sindaco di Tolentino, e Vincenzo Ottorino Gentiloni, uomo di fiducia di Pio X e promotore del «patto» con il quale i cattolici tornarono a votare nelle elezioni del 1913.

Per tutti è l’alter ego di Matteo Renzi e il cugino, ex consigliere regionale, Francesco Gentiloni Silveri Massi, lo conferma: “L'ascesa di Renzi me l'aveva preannunciata lui quando ancora Renzi non lo conosceva nessuno. Diciamo che è il primo renziano d'Italia”.

Riflessivo, dialogante, umile, estremamente competente, con un carattere misurato, che approfondisce le questioni. Così lo descrivono i suoi concittadini: “È una persona di spessore culturale, adeguata a ricoprire un ruolo fondamentale in un momento delicatissimo come quello che stanno attraversando i comuni colpiti dal terremoto. Gli auguro di distinguersi per migliorare quanto nel Paese non si è ancora riusciti a fare” conclude il sindaco di Tolentino.

Raffaele Vitali

 

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