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Terremoto, nelle Marche 144 scuole inagibili e 26.255 persone senza più una casa

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Le persone rimaste senza casa ad oggi sono 26.255: 14.109 sono assistite in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 5247 in autonoma sistemazione e 6.899 in albergo.

FERMO – L’assessore Loretta Bravi è al lavoro per trovare la miglior soluzione affinché gli studenti colpiti dal terremoto possano riprende l’attività è scolastica e concludere brillantemente l’anno. Anche a costo di farlo lontano dai propri paesi. È a lavoro attraverso i sopralluoghi e le riunioni con Miur e dirigenti scolastici. Nei 123 comuni coinvolti dal sisma ci sono 144 scuole inagibili (di cui 94 classificate B, 11 C, 3 D, 26 E e 4 agibili altre costruzioni intorno da mettere in sicurezza e altre 5 inagibili) a fronte di 189 agibili. Entrando nel dettaglio, la provincia di Macerata ha 54 comuni danneggiati, 27 quella di Fermo, 28 quella di Ascoli e 14 quella di Ancona.

In continuo aggiornamento anche gli altri dati. Le persone rimaste senza casa ad oggi sono 26.255: 14.109 sono assistite in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 5247 in autonoma sistemazione e 6.899 in albergo. A queste si aggiungono 13.246 persone che trascorrono la notte in macchina o da parenti e amici per paura di nuove scosse. Aumentano, con gli ultimi sopralluoghi, le sedi inagibili dei municipi che raggiungono quota 55: 28 nel Maceratese, 6 nel Fermano, 19, nel Piceno e 1 nell’Anconetano.

In raccordo costante con la Protezione Civile Marche, l’assessorato all’Istruzione ha avviato una capillare ricognizione delle diverse situazioni che si sono determinate. “Per contenere il disagio e riavviare per ogni ordine e grado l’attività didattica, l’intendimento è quello di rispettare i seguenti criteri: partire dalle esigenze e dalle scelte delle famiglie (a tal fine sono stati avviati incontri nei diversi luoghi di accoglienza); sostenere le Amministrazioni Comunali coinvolte per mantenere, dove è possibile, la coesione delle comunità e quindi degli alunni interessati; verificare con l’USR Marche la possibilità reale di sdoppiamenti e turnazioni delle lezioni o la possibilità, in loco o presso i centri di accoglienza, di istituire nuove classi in base alle risorse stanziate dal MIUR per l’emergenza terremoto; valutare la possibilità di mantenere per l’anno scolastico 2017/2018 il dimensionamento attuale e quindi rinviare la programmazione della nuova offerta formativa alla ripresa “serena” delle diverse attività” conclude la Regione.

 

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