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Il tornado Bora sulle Camere di Commercio: "Un solo ente, una sola politica di internazionalizzazione"

ManuelaBora

Il caos camerale delle ultime settimane ha tagliato fuori la piccola e ricca provincia, esclusa, al momento, nel nuovo board di Unioncamere da tutte le deleghe potenti.

FERMO – Nessun ripensamento. Il cambio di guida di Unioncamere, dopo la fine del mandato di Graziano Di Battista, al momento in stand by anche come guida dell’ente di Fermo, non cambia i progetti dell’assessora regionale Manuela Bora. “Un'unica Camera di commercio nelle Marche per una strategia corale” è il credo dell’esponente Pd che ha la delega alle attività produttive e all’internazionalizzazione.

Non più cinque enti (uno per provincia) ma uno solo. Uno schema in contrasto con quello suggerito dai territori del sud della regione, che invece spingono per una riorganizzazione basata su due enti camerali (Marche Nord e Marche Sud). “Proponiamo un'unica Camera di commercio non certo perché è più semplice per la Regione avere un unico interlocutore, ma perché nelle Marche dobbiamo passare dalla pluralità alla coralità. Per quale motivo dovrebbero esserci, ad esempio, cinque differenti politiche per l'internazionalizzazione della manifattura piuttosto che dell'agricoltura?”.

Una volta avviata la fusione, secondo la Bora, si ragionerà sulle funzioni che il sistema camerale svolgerà: “Comincerei affidando la semplificazione alla Camera di Commercio” prosegue l’assessora. Ma quello che davvero interessa agli Enti è l’internazionalizzazione, dove si sceglie come e quando investire. Una funzione che Fermo avrebbe voluto per sé, ma il caos camerale delle ultime settimane ha tagliato fuori la piccola e ricca provincia, esclusa, al momento, nel nuovo board di Unioncamere da tutte le deleghe potenti. Nel mentre, la Bora incassa il placet di Pesaro con il presidente Drudi: “Le indicazioni del Governo e della giunta regionale su questi processi riorganizzativi sono chiari. Chi vuole frenare finirà col rovinarsi i freni, perché si tratta di una riorganizzazione più funzionale oltre che inevitabile”.

r.vit.

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