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Il Pd di Zingaretti apre a donne e giovani: 'Sarà il partito del noi'. Verducci e Manzi in direzione

verducci pd

Si immagina come un Vietcong che combatte pancia a terra “per convincere gli italiani che possiamo costruire un'alternativa per un Paese più felice”.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Avanti tutta e buon lavoro a Nicola”. Il battesimo di Zingaretti arriva via Twitter da Matteo Renzi, che non ha preso parte all’assemblea. Nella sala il presidente della regione Lazio non ha avuto problemi a essere eletto segretario dando vita alla mega direzione del Partito Democratico che tra nomine e inviti arriverà a duecento persone. rRparte da qui il Pd, da un segretario meno leader ma più politico e da un presidente stimato e voluto da tutti: Paolo Gentiloni

Riparte dalla parola ‘unità’ il segretario, che se la garantisce dando posti importanti alla minoranza, cominciando dalla vicesegreteria che è tutta la femminile con la battagliera Anna Ascani, che studierà da segretaria, e l’esperta Debora Serracchiani. Con loro Zingaretti promette “di cambiare tutto costruendo un partito plurale”. Intanto si è blindato con i suoi la presidenza, l’ex premier Gentiloni che venerdì alle 18 sarà a Macerata per presentare il suo libro e parlare di politica, e il tesoriere con il 76enne Luigi Zanda, l’uomo di Moro.

Durante la sua relazione, Zingaretti cita una sola volta Matteo Renzi, un segno anche questo di normalizzazione lo fa per la sua politica europea, non per scelte nazionali. Cambia nel linguaggio il governatore che lancia il “partito del noi contro quello dell’io”. L’anima della sinistra vive in un paio di temi: la giustizia sociale, la povertà, il becero liberismo. Promette donne e giovani protagonisti: “Vi spalanco le porte del partito”. Prima di pensare al partito, vorrebbe riscrivere lo statuto, il segretario va all’attacco della “destra salvinizzata, con il M5S complice che non rappresenta più le speranze che ha suscitato, ma non è detto che i voti torneranno al Pd”.

Si immagina come un Vietcong che combatte pancia a terra “per convincere gli italiani che possiamo costruire un'alternativa per un Paese più felice”. Sa di prendere in mano un partito che ha ripreso a respirare, dopo una fase pesante e sa con chi vuole dialogare: “Sulla lista unica alle Europee bisogna insistere, lo slogan per l'Europarlamento è ‘da Tsipras a Macron contro i nazional-populisti’”. E anche per questo Carlo Calenda entra nella direzione Pd.

Chi non perde la sua anima ‘alternativa’ è Roberto Giachetti che ha espresso dubbi su alleanze e programmi, ma assicura: “Saremo leali, non spareremo sui dirigenti come hanno fatto con Renzi”. In questo contesto entrano in azione i 12 membri letti della direzione dem, solo sei gli astenuti al voto. Altri 14 componenti sono stati designati dal segretario Nicola Zingaretti, anche se poteva indicarne 20, ma ne ha lasciati 6 alle minoranze. Infine, un altro numero da definire con vari criteri che porterà il totale a circa 200. Tra i nomi, a livello locale, spiccano quello del senatore Francesco Verducci, espressione di Martina, e di Irene Manzi, ex onorevole maceratese sacrificata alle ultime elezioni ma considerata una dei volti di punta territoriali dai Dem. Ovviamente in direzione la pesarese Alessia Morani

Tra questi, sono 130 in totale i componenti della direzione del Pd che fanno riferimento a Nicola Zingaretti (78 nella quota elettiva); 16 quelli di Roberto Giachetti; e nella ex mozione Martina sono 32 i membri dell'area di Luca Lotti e Lorenzo Guerini - tornata autonoma dopo le primarie - e 27 quelli propriamente martiniani. Tra gli eletti ci sono: Francesco Boccia, Carlo Calenda, Monica Cirinnà, Cesare Damiano, Paola De Micheli, Michela De Biase, Mauro Buschini, Marianna Madia, Pierfrancesco Maiorino, Andrea Martella, Marco Minniti, Andrea Orlando, Roberta Pinotti, Barbara Pollastrini, Marina Sereni, Sandra Zampa, Matteo Mauri, Tommaso Nannicini, Matteo Richetti, Alessia Morani, Francesco Verducci, Alessia Rotta, Dario Parrini, Beppe Fioroni, Ivan Scalfarotto, Maria Elena Boschi. A questi bisogna aggiunge i membri di diritto e i 14 nomi, comunicati in Assemblea, scelti direttamente dal segretario come prevede lo statuto. Tra i 14 nomi scelti dal segretario si segnalano: Anna Pittelli, (28 anni, si è sempre occupata di immigrazione e diritti in Calabria) Irene Zappala' (27 anni, assessore alla cultura a Nova Milanese), Caterina Conti (30 anni, ricercatrice di Trieste), Michele De Pascale (34 anni, sindaco di Ravenna), Andrea Pacella (32 anni, tra i leader dei giovani dem), Shady Alizadeh (23 anni, attivista di tematiche europee, protagonista della rete Rigenerazione Italia), Maria Pia Pizzolante, (34 anni, lotta alla povertà, rete Tilt), Marco Furfaro, 36 anni (questi ultimi due vicini al vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, coordinatore delle iniziative congressuali di Piazza Grande). In direzione entra anche Carlo Calenda, promotore del manifesto 'Siamo Europei' per una lista unica europeista. Eletti anche i 9 membri della Commissione di garanzia del partito. 

Ora, con calma, Zingaretti varerà la segreteria, ovvero l’organo ristretto e di fiducia, in cui l’onorevole Paola De Micheli, ex commissario alla ricostruzione post sisma del 2016, è in pole come vice. Chissà che così anche dentro il Pd il nulla fatto in questi due anni tra i Sibillini non torni d’attualità.

 

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