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Ricostruzione al palo, politica spaccata sulle soluzioni: prorogata la zona franca. Ma mancano le risorse

ceriscioli casini sciapichetti

Botta e risposta tra Pd, solo promesse, e Lega, con la manovra voluta dal Governo si è prorogato lo stato di emergenza a tutto il 2019 finanziandolo con trecentosessanta milioni di euro necessari a coprire le numerose esigenze.

AMANDOLA – Finit i proclami, votata la legge, non resta che studiarne i possibili vantaggi. In tema ‘riscostruzione’ le visioni sono molto diverse. Durissime critiche da parte dell’opposizione, proclami entusiastici per la maggioranza. Gli onorevoli marchigiani, Mario Morgoni, Alessia Morani e Francesco Verducci, sono chiari: “Non solo non abbiamo visto nascere nessuna nuova idea o iniziativa per la ricostruzione. Ma il governo fa addirittura fatica a confermare le misure già decise dal governo precedente. Un esempio è la zona franca urbana, che viene sì prorogata ma senza mettere un euro. E altrettanto il governo fa con gli incentivi per le nuove imprese, anche in questo caso confermati nella forma ma cancellati nella sostanza, perché lasciati senza risorse. La misura, prevista anche per il 2019, che consentiva ai comuni del cratere di investire al di fuori delle regole del Patto di stabilità è stata anche quella cancellata”.

Un quadro fosco che il senatore Paolo Arrigoni prova a rendere più chiaro: “Eccoli, i dati che chi faziosamente attacca non riesce a leggere: con la manovra voluta dal Governo si è prorogato lo stato di emergenza a tutto il 2019 finanziandolo con trecentosessanta milioni di euro necessari a coprire le numerose esigenze; un'altra proroga, estesa al 1 gennaio 2020, è stata formalizzata per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme; è stata assicurata l'esclusione del blocco assunzioni in ambito sanitario per chi lavora a tempo determinato nelle zone colpite dal sisma; ancora, il provvedimento ha prorogato per il 2019 vita utile per gli impianti di risalita dei comuni di Abruzzo e Marche salvando così la stagione sciistica; sono state portate da 60 a 120 le rate della busta paga pesante; è stata inoltre prorogata la zona franca urbana per le imprese sino al 2020 con validità di esenzioni fiscali per chi entro il 2019 intraprende nuova iniziativa economica, per non parlare poi dell'esenzione irpef sui fabbricati inagibili o distrutti”.

Eppure Verducci & co insistono: “Vera una cosa, la soluzione suggerita dal Pd, come quella sull'esclusione dal computo Isee degli edifici inagibili, è stata sì recepita al Senato ma stanziando la ridicola cifra di 2 milioni e solo fino al 2019, invece che fino alla dichiarazione di agibilità come chiedevamo. Insomma, per quanto riguarda il terremoto la legge di Bilancio non solo non fa registrare alcun passo avanti ma fa registrare diversi passi indietro e, cosa anche più grave, la totale assenza di una strategia per risollevare l'economia delle zone colpite. È insomma assolutamente carente e inadeguata”.

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