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Primarie Pd, il 'vota Paolo' di Franchellucci: 'Nessuno contro Ceriscioli, ma gli serve segretario forte'

franchellucci nazareno 2

Il sindaco: Dare un imprinting nuovo al rapporto tra Pd e giunta regionale: servirebbe per davvero invertire la tendenza. Sono convinto che la serietà di questa mozione verrà riconosciuta.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO - Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio, lei è uno dei volti di punta del Pd: secondo lei le primarie servono al Partito Democratico?

“Certo, soprattutto quando c’è da decidere, dopo una fase oggettivamente difficile, il futuro e ricoinvolgere come base gli iscritti. Se faccio un’autocritica al mio partito è che dobbiamo dare un peso alle tessere, e quindi riflettere sul perché far votare tutti. Almeno per il segretario farei votare gli iscritti, poi diverso per sindaco e presidente della Regione”.

Ma perché solo voi fate le primarie?

“Intorno a noi altri partiti funzionano senza primarie per decidere il segretario. Oggi il primo partito, tolti alcuni banchetti, non è di certo uno che usa metodi così democratici. Ma dobbiamo avere una coerenza. Siamo rimasti uno dei pochi partiti che ascolta la base. Noi ci mettiamo nudi in piazza per chiedere alla gente una idea. Questo deve essere apprezzato”.

Primarie o battaglia?

“Spesso perché c’è qualcuno, come hanno detto i candidati, trasforma le primarie in una rivincita personale ipoteca per il proprio futuro. Non è il caso di Giovanni Gostoli e Paolo Petrini”.

Sicuro?

“Non hanno obiettivi personali privati e questa è una delle motivazioni per cui sarà un congresso, anche se me lo aspettavo con assemblee più lunghe e più aperte, al pesarese e all’ascolano, più sereno. Spesso crea problemi la struttura e non il candidato”.

Situazione strana, candidato fermano in lizza, ma il Pd di Fermo che si schiera con quello pesarese, come si vive questa situazione da amministratore del Pd?

“Un gravissimo errore quello di una parte della federazione di Fermo. Davanti alla disponibilità di un candidato autorevole, molto autorevole, come Paolo Petrini, Fermo si sarebbe dovuto compattare sulla sua figura. E sarebbe stato non dico doveroso, ma quasi. Petrini ha dimostrato, nelle precedenti elezioni dove si candidava con la certezza, o quasi, che avrebbe perso, è andato avanti, mostrando la sua appartenenza al partito. E quindi, penso che sarebbe stato doveroso appoggiarlo: primo per avere la possibilità di far eleggere un proprio segretario, secondo per il riconoscimento alla candidatura di servizio che ha fatto qualche mese fa”.

Non ritiene che abbia sbagliato nei modi di ingresso nella sfida per la segreteria?

“Sono a conoscenza di tavoli: la mia risposta è che se la federazione avesse voluto sostenerlo ci sarebbe stato il tempo. Se non è accaduto è perché qualcuno non ha voluto sostenerlo. Petrini rappresenta ciò che serve al Pd regionale: autorevole, d’esperienza, uno che porta scatto di reni a un partito che oggi più che mai ha bisogno di star vicino alle amministrazioni comunali”.

Ma è un candidato anti Ceriscioli, come molti dicono?

“Questo qualcuno ce l’ha voluto portare, non è la compagine che sta vicino a Paolo. Petrini, fin dall’inizio, è stato uno dei più grandi sostenitori di Luca Ceriscioli lo è stato e continua a esserlo. Ma ha sempre detto che Ceriscioli non ha bisogno di un partito piatto, fatto di yes man, ma di un partito che dia quella forza e propulsione che gli permetta di competere in maniera importante alle prossime regionali. Petrini si candida perché crede in Ceriscioli e in questa amministrazione, crede di poter vincere ma per farlo, conoscendo il partito visto che è stato segretario di circolo, sa che bisogna cambiare, accelerare”.

Stupito che non sia riuscito a completare la squadra con Pesaro e Ascoli?

“Non stupito, a Pesaro e Ascoli Piceno sono capitate le cose che non mi piacciono. Penso che il nostro partito avrebbe meritato di celebrare appieno un congresso e sarebbe avvenuto aprendo il dibattito. Poi magari non si facevano, ma a posteriori che non ci sia stato un confronto stona, riduce la democrazia”.

Se alla fine dovesse vincere Gostoli, cosa chiederebbe?

“Di certo di considerare con forza le motivazioni per cui si è sostenuta la mozione di Marche Nove e di dare discontinuità rispetto a molti di quelli che hanno amministrato il partito prima di lui e che fanno parte della sua squadra. Dare un imprinting nuovo al rapporto tra Pd e giunta regionale: servirebbe per davvero invertire la tendenza. Sono convinto che la serietà di questa mozione verrà riconosciuta”.

Rischia invece la federazione di Fermo?

“A prescindere, dopo questo passaggio servirà un serio confronto interno. Chiarire le cose. Certo è che vedere la Federazione spaccata con un candidato proveniente da Fermo non è una bella cosa. Da alcuni non me lo sarei mai aspettato. A prescindere dal risultato servirà un confronto rapido interno, se a qualcuno interessa vincere le lezioni nel 2020 serve una linea chiara”.

Sindaco, ci andrà la gente a votare?

“Tutti possono votare, non dimentichiamolo. Noi stiamo facendo il massimo, coinvolgendo persone e facendo capire l’opportunità che abbiamo nel poter eleggere un segretario di Fermo”.

@raffaelevitali 

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