Mini condono e tanto altro nel Dl Genova per i terremotati. Ma la Regione dice no: 'Lo impugniamo'

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Il rischio stallo è sempre più vicino. Un passo indietro, cosa prevede il decreto Genova lo spiega il senatore Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso.

FERMO – La luna di miele con il centro Italia, iniziata in campagna elettorale grazie alla grande attenzione al terremoto da parte di Lega e 5 Stelle, è finita. La Regione Marche è pronta a impugnare per incostituzionalità il dl Genova se non viene ripristinata l'intesa con le Regioni per la ricostruzione post sisma 2016. “Riteniamo il provvedimento incostituzionale perché non prevede l'intesa con le Regioni su materie concorrenti in base agli art. 117 e 118 della Costituzione – spiega il presidente Luca Ceriscioli – per cui, se non ci saranno modifiche, impugneremo e penso che avremo anche partita facile”.

Il rischio stallo è sempre più vicino. Un passo indietro, cosa prevede il decreto Genova lo spiega il senatore Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso: Si stabilisce infatti che nei Comuni del cratere quando si presenta richiesta di contributo per la ricostruzione si può fare domanda di sanatoria per interventi precedenti al terremoto realizzati senza permesso. Una sanatoria che consente di regolarizzare gli aumenti di volumetria fino al 20%. Una norma di buon senso. Molte pratiche rimanevano bloccate perché' consapevoli delle difformità gli stessi tecnici non presentavano i progetti. Ma sia chiaro non è un tombale e non legittima neppure speculazione edilizie". Secondo Pazzaglini, sindaco di Visso (uno dei Comuni più colpiti dal terremoto), la sanatoria non riguarderà grosse speculazioni ma permetterà di sanare difformità più contenute che hanno comunque comportato un aumento di volumetria. "Si sbloccheranno un sacco di pratiche per la ricostruzione- conclude-. Senza dimenticare che abbiamo eliminato la doppia conformità per velocizzare le procedure. D'ora in poi basterà la presentazione del progetto di ricostruzione all'Ufficio speciale ricostruzione senza dover più presentare il progetto anche al Comune. Una semplificazione molto importante".

Aggiungono i parlamentari 5 Stelle: “Grazie ai nostri emendamenti alla legge di Bilancio, le attività commerciali nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria saranno esentati dalla tassa per l'occupazione di suolo pubblico. Inoltre permetteremo alle famiglie che sono state interessate dal terremoto del centro Italia dell'agosto 2016 di rateizzare dalle 60 attuali alle 120 rate mensili i tributi che devono pagare allo Stato. I fondi ci sono e daranno respiro a chi ha subito gravi perdite in queste tragedie. Inoltre, gli amministratori degli enti locali con più di 15mila abitanti che sono stati colpiti dal terremoto dell'agosto del 2016 avranno diritto a 96 ore di permesso al mese dal loro posto di lavoro proprio per gestire la delicata fase della ricostruzione sul loro territorio e accanto ai loro concittadini. Abbiamo pensato anche agli imprenditori. Le imprese colpite dall'evento sismico che si trovano nella zona franca vedranno prorogate le misure di sostegno al reddito. Le esenzioni spetteranno anche alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2019. Inoltre, potranno godere dell'esenzione dalle imposte e dell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali anche per gli anni 2019 e 2020".

C’+ però anche un altro punto dentro il dl, quello che assegna alle Regioni terremotate una semplice funzione consultiva, privandole dell'intesa, cioè la partecipazione alle decisioni con il commissario alla ricostruzione. “Non è una lotta di potere - sottolinea Ceriscioli - ma di rispetto che ci deve essere tra istituzioni per l'intervento in materie concorrenti in una situazione delicata come il sisma. Il ricorso? L'iniziativa della Regione Marche è autonoma, ma non credo che le altre saranno da meno” conclude Ceriscioli. a cui ribatte il senatore Paolo Arrigoni, che guida la Lega nelle Marche: “Il Decreto Genova rende esecutive tante misure fondamentali a favore dei terremotati: viene riconosciuto il ruolo dei Comuni in cabina di regia del commissario per la ricostruzione, le Università diventano soggetti attuatori per i propri immobili danneggiati, viene prevista l'anticipazione dei compensi per i 35mila mila professionisti che lavorano nel cratere e che potranno essere pagati al deposito del progetto, diventa definitiva la delocalizzazione delle stalle collocate nelle strutture temporanee e vengono ampliate le misure per intervenire sulle 3mila chiese danneggiate, la cui fruibilità è importantissima per le comunità colpite”.

r.vit.