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Soldi e progetto pronti: entro il 2020 ciclovia sul Tenna da Porto Sant'Elpidio a Girola. Sognando Amandola

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Ascoltano i tanti sindaci intervenuti all’incontro e non mancano i dubbi dopo l’esposizione di assessore e dirigenti regionali. Ma una cosa è certa: “Il progetto lo faranno gli uffici della regione a Fermo".

di Raffaele Vitali

FERMO - Il tour della Regione Marche, in auto e non ancora in bici, per parlare di ciclabili prosegue senza soste. “Per la provincia di Fermo abbiamo stanziato 6milioni e mezzo e abbiamo deciso di destinarne 3milioni e 300mila per la ciclovia del Tenna e altrettanti per la Valdaso”. Insieme all’Aso la Regione conferma il secondo fiume del Fermano come arteria chiave della ciclovia Adriatica che arriverà fino a Peschici, anche se la Puglia ha chiesto di arrivare fino a Santa Maria di Leuca.

“L’intervento parte da Porto Sant’Elpidio ed è inevitabile visto che la connessione è con la ciclovia Adriatica, e sale verso il monte sulla sponda sinistra. Attraversa Sant’Elpidio a Mare in zona Luce cretarola, poi il parco fluviale di Monte Urano e infine Girola vicino all’ex stazione ferroviaria: con queste risorse qui arriviamo” spiega l’assessore Fabrizio Cesetti.

“Arriviamo a quel punto per connetterci con la vecchia ferrovia che da Amandola scendeva attraverso la Valtenna verso Porto San Giorgio. Questo è un progetto che realizza il presente ma guarda al futuro. Se reperiremo le risorse necessarie arriviamo sui monti. Magari qualcosa potranno fare i Gal” ribadisce.

Ascoltano i tanti sindaci intervenuti all’incontro e non mancano i dubbi dopo l’esposizione di assessore e dirigenti regionali. Ma una cosa è certa: “Il progetto lo faranno gli uffici della regione a Fermo (Laureti, ndr). I comuni devono pensare agli eventuali espropri e gestirli economicamente. Ci prendiamo la responsabilità della progettazione, ma è un percorso fatto con i territori e ci saranno numerosi tavoli tecnici. Poi vedremo se fare una gara come regione Marche o appoggiarci a Provincia o comune capofila. Dobbiamo fare tutto entro un anno e mezzo”.

Quindi, nel 2020 dal mare fino all’ex Conceria si pedalerà passando per parchi e fiumi. E proprio sul percorso sono emersi almeno due dubbi. Uno arriva dalla montagna per voce dei sindaci di Falerone, Santa Vittoria in Matenano e Amandola: “Per una volta si poteva scendere anziché salire, sarebbe stato un segnale importante, anche perché con i soldi a disposizione si sarebbe arrivati almeno da Amandola a Servigliano” ribadiscono. Ma su questo Cesetti e dirigente Goffi sono tranchant: “L’asse chiave è la ciclovia adriatica. Per avere assenso ai finanziamenti il collegamento fondamentale è con la ciclovia nazionale. Abbiamo scelto alcune vallate e poi con il piano delle ciclabili, per cui ci sono finanziamenti certi. Investiamo in un percorso virtuoso che porterà altri a investire”. Entro l’anno i progetti di fattibilità tecnica, poi gli esecutivi, la gara: “Il Cipe ha già dato l’ok, parliamo di una cosa concreta. Tra qualche mese vorremmo passeggiare e ragionare su cosa collegare e come in futuro”.

E sul passeggiarci c’è il secondo dubbio, avanzato in questo caso dall’assessora di Fermo, Ingrid Luciani, affiancata dal dirigente Paccapelo: “Stando a questo tracciato notavamo che il passaggio per intero fino a Campiglione sulla sponda nord del Tenna, passa in aree esondabili, tolto il tratto di Cretarola. Mentre invece, nella sponda inferiore esistono tracciati, in zona san Marco alle Paludi che sono all’esterno della zona a rischio. Meglio espropriare che sottovalutare gli aspetti idraulici”. Ma anche su questo punto, la Regione non ha intenzione al momento di cambiare idea, anzi: “Nel momento in cui una ciclabile passa sul fiume diventa un mezzo di monitoraggio. Essendo sul lato del fiume immaginiamo che regga all’acqua. Si parte dalla sponda sinistra per intersecare una serie di aree verdi, di parchi con il passaggio dalla sponda sinistra a quella destra con un ponte solo ciclabile nella zona di Molini. Sia chiaro – concludono - questo è un progetto che poi dovrà continuare. Valuteremo se usare il percorso della vecchia ferrovia. Ci fermiamo nell’ex stazione di Fermo e da lì procederemo nella nuova progettazione”. L’ultima frase è rivolta a Italia Nostra, presente all’incontro e da anni impegnata nel recupero della vecchia linea ferroviaria che collega Porto San Giorgio ad Amandola: “Partendo dalla città sangiorgese i soldi sarebbero andati in pochi chilometri di espropri. La Ferrovia la riprenderemo quando starà in vallata”.

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