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Articolo 39 del decreto Genova, ecco cosa possono condonare i terremotati

ceriscioli luca fermo

L'obiettivo vero - spiega Ceriscioli - non è dare una mano a chi ha fatto abusi ma accelerare il percorso di ricostruzione su questo segmento.

FERMO – Nelle Marche colpite dal sisma ci sono 45mila edifici da mettere a posto. Almeno stando ai dati che il governatore Luca Ceriscioli ha sul suo tavolo. “In un patrimonio edilizio che per la sua gran parte ha più di 40 anni - prosegue il presidente della Regione - è possibile che l'edificio realizzato sia differente rispetto a quello approvato allora sulla carta”. Partendo da questo dato, il presidente plaude alla decisione del Governo di non modificare l’articolo 39 del decreto Genova. “Nei comuni colpiti dal terremoto del 2016 sarà possibile condonare al momento della richiesta di contributo fino al 20% della cubatura esistente” è il sunto.

"L'obiettivo vero - spiega Ceriscioli - non è dare una mano a chi ha fatto abusi ma accelerare il percorso di ricostruzione su questo segmento. Questo è un grosso ostacolo, ma oggi il ritmo di 30 pratiche alla settimana è insufficiente. Deve essere chiaro che questo tipo di semplificazione non inciderà su quel numero perché sta a monte, cioè nella parte che seguono i comuni”.

Del resto, negli 87 comuni del cratere marchigiano gran parte delle aree è in montagna dove i valori al metro quadro sono di 600-700 euro. Il valore di mercato dell'immobile è quasi sempre inferiore al costo di costruzione per realizzare lo stesso metro quadro. "Non c'è nessuna speculazione ma solo il desiderio di semplificare la procedura. Noi avevamo già previsto in una legge regionale, emanata ad inizio sisma, questa percentuale, che è la stessa dettata dal 'piano casa', perché per sistemare una piccola difformità ci vogliono anche sei mesi. Questi tempi scoraggiano i cittadini a mettersi in moto, rallentando molto la ricostruzione. Ora la gran parte dei progetti può invece correre".

Ma sia chiaro, "le costruzioni interessate da interventi edilizi totalmente abusivi, per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione" spiegano i senatori che hanno incassato l’ok dell’ufficio Bilancio del Senato che non ha formula osservazioni sull'articolo 39 ter. La regolarizzazione viene estesa "a tutti i casi in cui manchi un titolo edilizio (e non solo la SCIA, come previsto a legislazione vigente) nonché ai casi previsti dalle norme regionali attuative dell'intesa tra Stato, regioni e enti locali, sull'atto concernente misure per il rilancio dell'economia attraverso l'attività edilizia ovvero dalle norme regionali vigenti in materia di urbanistica e edilizia". 

Raffaele Vitali

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