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Pd, è ufficiale: Petrini contro Gostoli per la segreteria ma anche per decidere il futuro di Ceriscioli

petrininove

Sono state tante le telefonate in questi giorni in cerca delle firme a sostegno della lista che ha in sé anche un altro punto fermo: sì alle preimarie per il Governatore nel 2020.

FERMO – Sfida a due. Paolo Petrini avanti tutta. E sia chiaro, l’ex onorevole non è uno che di solito gareggia per partecipare. Il suo ‘Marche Nove’ domina già i social, presto i muri delle città, nei suoi progetti la sede del Pd delle Marche. La segreteria, dovrà battere il giovane pesarese Giovanni Gostoli, è il suo obiettivo. Ma in realtà Petrini ne ha anche un altro: mettere in discussione la politica regionale e quindi il presidente Luca Ceriscioli. Quello che dovrà però essere bravo Petrini a far capire è che il problema non è semplicemente il nome, ma le scelte. Per molti versi un sunto di quel che significa la candidatura dell’ex onorevole la dà uno dei giovani esponenti del Pd in vetrina nel territorio: Federico Giacomozzi. L’assessore monturanese, da sempre vicino al consigliere regionale Giacinti, petriniano della prima ora, l’ha scritto sulla sua pagina Facebook, che usa come mezzo di affermazione dei suoi pensieri: “Io appoggio Petrini perché voglio un Pd del sì”.

Che significa? Semplice: “Sì alla fusione dei Comuni (cavallo di battaglia di Giacinti), sì all'accorpamento/eliminazione delle Prefetture, sì all'accorpamento/eliminazione della Camera di Commercio (punto in comune con Ceriscioli), sì ai Termovalorizzatori, sì al biogas e alle biomasse (riflettere quindi sulla gestione della Sadam), sì alle trivelle in Adriatico, sì alla Tav, al Tap, alla Gronda, al Terzo Valico”. Questo è il partito che guarda allo sviluppo secondo i petriniani. Che sono molti di più di quello che si pensi. Sono state tante le telefonate in questi giorni in cerca delle firme a sostegno della lista che ha in sé anche un altro punto fermo: sì alle preimarie per il Governatore nel 2020.

Fermo rischia con questa candidatura di spaccarsi, come non accadeva da anni. Tra l’altro, i congressi locali si preannunciano pesanti per l’attuale board guidato da Fabiano Alessandrini. Che accadrà se uscirà che il 60% dei tesserati appoggia il candidato outsider anti establishment, anche se presentare Petrini in questo modo non è proprio facilissimo? L’intesa Gostoli-Alessandrini, il ticket che piace alle segreterie provinciali, è sulla carta forte. Ma Petrini ha con sé i sindaci di Ancona e Macerata, oltre agli ex compagni di legislatura Lodolini e Carrescia, ha un pezzo di Pesaro, ha di certo parte del Fermano e non dispiace ai tesserati della riviera delle Palme.

Questo quadro è il frutto di un lungo periodo senza guida politica per il Pd. L’assenza di Francesco Comi, dimissionario ormai da tempo immemorabile, ha fatto diventare Ceriscioli il deus ex machina senza contraltare. Il che ha comportato errori e soprattutto la quasi totale assenza di critica. E i petriniani hanno visto in Gostoli l’esatta continuazione di questo status quo, sottovalutando forse il legame che il segretario pesarese ha con il sindaco Matteo Ricci, non certo il primo alleato di Ceriscioli su molte politiche e scelte.

Chi non ci sarà è invece la capogruppo del Pd di Ancona ed ex assessora regionale Loredana Pistelli. Il problema, per i due candidati, è che non ha an ora deciso chi appoggerà. Anche se il fatto di essere dell’area Zingaretti, scelto senza esitazione da Ceriscioli, la preferenza dovrebbe pendere verso il ticket.

r.vit.

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