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Sette gare della MotoGp griffate NeroGiardini: "Così conquistiamo mercati mondiali"

La Dorna: “Siamo orgogliosi di avere un partner così prestigioso e di averlo per la nuova avventura in Austria, su un circuito che unisce classico e moderno”.

bracalente nerogiardini motogp


MONTE SAN PIETRANGELI – Vuole conquistare il mercato mondiale NeroGiardini e per farlo ha scelto di sponsorizzare uno degli sport più seguiti: la MotoGP di Valentino Rossi e company.

Sei gran premi avranno come main sponsor il brand creato da Enrico Bracalente, mentre un gran premio, quello in Australia che torna dopo 19 anni, si chiamerà proprio NeroGiardini Motorrad Gp. Un’operazione importantissima che lega l’imprenditore alla Dorna, la società spagnola che gestisce il motomondiale che ha in Valentino Rossi la stella indiscussa e negli spagnoli Marquez e Lorenzo i due top driver. E proprio dalla Spagna parte l’avventura di Bracalente che è main sponsor nelle gare in Spagna e nelle due in Italia, a conferma del fatto che il mercato interno resta per il gruppo Bags quello di riferimento.

“Abbiamo numerose strategie di sviluppo per affermare il marchio NeroGiardini a livello internazionale. Ma sono certo che l’accordo con la Fim MotoGP World Championship ci darà una visibilità enorme proiettandoci tra gli appassionati di tutto il mondo” ha dichiarato l’imprenditore al sito www.motogp.com. Soddisfatta la Dorna: “Siamo orgogliosi di avere un partner così prestigioso e di averlo per la nuova avventura in Austria, su un circuito che unisce classico e moderno”. Proprio come le scarpe dell’imprenditore di Monte San Pietrangeli che anche in vista di questa operazione si prepara ad ampliare la parte logistica dell’azienda di Girola a Fermo investendo altri 7milioni di euro.

Raffaele Vitali

Come intercettare 12milioni di euro della Regione? Imprenditori della moda mercoledì a lezione

Appuntamento con Bora e Di Battista a Civitanova: "I progetti che verranno finanziati dovranno introdurre innovazioni nei processi e nell’organizzazione, diversificando l’attività con prodotti aggiuntivi".

bora russia


FERMO – Come funziona il bando regionale per l’innovazione nel settore moda e mobile? Lo spiegherà l’assessore Manuela Bora, supportata dai tecnici della regione in due appuntamenti. Incontri per sviluppare soluzioni e idee innovative nei settori del legno e mobile, e della moda. L’opportunità è offerta dal bando regionale “Made in Italy” che stanzia 12 milioni di euro per realizzare nuove collezioni. Regione e Unioncamere Marche, insieme, parleranno prima con gli imprenditori del mobile, domani a Pesaro alle 1530 al Baia Flaminia Resort e poi con quelli del settore moda, in primis i calzaturieri, a Civitanova mercoledì all’Hotel Cosmopolitan, con inzio sempre alle 15.30.

Dopo la presentazione del bando, verranno avviati i tavoli tematici sui “quattro motori dell’innovazione” previsti con i fondi del Por/Fesr 2014-2020 che riguardano l’incentivazione dei progetti di ideazione, sviluppo e commercializzazione delle nuove collezioni. Ogni tavolo vedrà 25 partecipanti che si saranno registrati attraverso il sito http://www.unioncameremarche.it. “Il bando – spiegano Bora e Di Battista - vuole valorizzare il design, l’ideazione estetica, la progettazione, il marketing e la commercializzazione internazionale. I progetti che verranno finanziati dovranno introdurre innovazioni nei processi e nell’organizzazione, diversificando l’attività con prodotti aggiuntivi. Prodotti di qualità superiore, rispettosi dell’ambiente, a minore costo produttivo, realizzati con soluzioni innovative per il legno, il mobile e la moda”.

Marche, la regione della manifattura: ottavi in Europa, primi in Italia

Tra le prime 23 maggiori Regioni dell'Unione Europea con una quota di occupazione manifatturiera superiore al 25%, 5 sono italiane.

scarpa lavoro


FERMO - Le Marche sono la prima regione italiana per l'occupazione manifatturiera in piccole e medie imprese: un primato che non sorprende, di cui la regione ha sempre fatto un vanto ma che suona ancora meglio se inserito in una analisi del settore manifatturiero (che è l'asset chiave per l'economia italiana) condotta a livello europeo.

Tra le prime 23 maggiori Regioni dell'Unione Europea con una quota di occupazione manifatturiera superiore al 25%, 5 sono italiane (Paese che è primo in Europa per occupazione in micro e piccole imprese con meno di 20 addetti). Tra queste, le Marche sono al primo posto.

Nel contesto europeo la nostra regione è all'ottavo posto tra le 131 dell'Ue, con oltre 1,5milioni di abitanti, con una quota di occupazione manifatturiera del 30% (187.300 occupati), + 9,8 punti rispetto all'incidenza registrata a livello nazionale dove il manifatturiero rappresenta un quinto dell'occupazione.

Salgono al secondo gradino del podio le Marche tra le regioni dei principali Paesi europei, seconde solo al distretto governativo di Stoccarda, un primario competitor europeo nella manifattura.

Scorrendo la graduatoria delle regioni manifatturiere, al decimo posto c'è il Veneto (28,1% pari a 581mila occupati nel comparto), al 18esimo l'Emilia Romagna e la Lombardia (entrambe al 26,3%, pari a 503.500 e 1.115.400 occupati), al 23esimo posto il Piemonte (25,2% pari a 447.200 occupati).

Parlare di manifatturiero in Italia significa riferirsi ai makers artigiani: alla fine del 2015 erano 318.500 le imprese artigiane esistenti, per 971.689 addetti (26% dell'intero comparto manifatturiero).

Nelle manifatture italiane, la parte del leone la fanno i produttori in metallo (18,7%), seguiti dal settore alimentare, dalle confezioni di abbigliamento e articoli in pelle e pelliccia (8%), dall'industria del legno e simili (7%). Parlare di artigianato vuol dire Made in Italy in settori come quello dei macchinari e apparecchiature (6,1%), mobili e, da ultimo, pelle (5,1%). (Fonte centro studi Confartigianato per Istao).

@raffaelevitali 

Broccoli e cime di rapa tra primule e margherite: la primavera cambia la campagna

Per la Coldiretti con questa finta primavera è così possibile trovare una grande varietà di offerta Made in Italy a prezzi particolarmente convenienti.

trattore


FERMO – Nelle Marche la primavera arriva prima. A febbraio temperature medie di 3,5 gradi superiori rispetto al normale andamento. L’analisi della Coldiretti ha calcolato una media di 9 gradi nelle prime tre settimane di febbraio, dopo un gennaio in cui la colonnina di mercurio si era attestata sui 6,7 gradi. Senza inverno, quindi, e il risultato è che ci sono primule, viole e margherite nei prati, mentre nelle campagne sono fioriti mandorli, albicocchi e tutte le piante da frutto.

Troppo in anticipo, però. Ma le anomalie climatiche si riflettono anche sulle tavole. Negli orti, broccoli, cavolfiori e cime di rapa tardive sono diventati precoci e l'inverno pazzo ha fatto accelerare in generale la maturazione di tutte le primizie.

Con questa finta primavera è così possibile trovare una grande varietà di offerta Made in Italy a prezzi particolarmente convenienti.

Pregi e difetti delle Marche: il lavoro costa poco, ma i dipendenti guadagnano meno

Sabatini, Cna: “Lo studio dimostra che basso costo del lavoro significa non solo bassa produttività ma anche minore remuneratività degli investimenti e minori profitti".

scarpa lavoro


FERMO – Lavorare nelle Marche ha un pregio e un difetto. Il pregio è che il costo del lavoro è inferiore rispetto alla media nazionale (29.700 euro, contro un costo medio di 34.400 euro); il difetto è che però ad un costo del lavoro più alto corrisponde anche la capacità di creare un valore aggiunto per addetto più alto, e quindi più ricchezza. Nelle imprese marchigiane il valore aggiunto per addetto è di 34.700 euro rispetto ad una media nazionale di 42.700 euro.

Solo sette regioni del sud, in entrambe le classifiche, seguono le Marche. Il costo del lavoro più alto si registra in Lombardia, con 40 mila euro, e quello più basso in Calabria con 25 mila euro. i dati li ha forniti la Cana Marche guidata dall’ascolano Gino Sabatini. “Lo studio dimostra che basso costo del lavoro significa non solo bassa produttività ma anche minore remuneratività degli investimenti e minori profitti. Le Marche delle micro e piccole imprese possono recuperare efficienza solo puntando all'innovazione, alle nuove tecnologie, alla formazione del lavoro e dell'imprenditoria” ribadisce l’associazione.

Secondo la Cna, invece, la Regione si caratterizza per una modesta qualificazione della manodopera in molte imprese impegnate in produzioni a basso contenuto di tecnologie e di conoscenza. La concorrenza che si crea tra tante piccole imprese specializzate di una stessa filiera, può spingere una parte di loro a cercare di risparmiare sui costi del lavoro piuttosto, che a sviluppare strumenti per aumentare il valore aggiunto prodotto. “Servono formazione e investimenti in modo da animare domanda e qualificazione dell’offerta” conclude Sabatini.

r.vit.

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Terrenzi bis: "Il centro come priorità"

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