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La manifattura torna a crescere: l'export risolleva le Marche. Schiavoni: 'Piccoli segnali'

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In aumento l'attività commerciale complessiva nel secondo trimestre 2018: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una crescita del 3,5% rispetto al secondo trimestre 2017, con un andamento positivo sia sul mercato interno, +2,2%, sia sul mercato estero, +4,8%.

FERMO – L’occupazione è ripresa, anche se con contratti a termine, e il motivo è semplice: secondo trimestre positivo per l’industria manifatturiera regionale, con la produzione industriale ha registrato un aumento di circa il 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, variazione positiva anche se più contenuta di quella rilevata a livello nazionale nel bimestre aprile-maggio (+4,5%).

L’indagine è stata condotta dal Centro Studi “Giuseppe Guzzini” di Confindustria Marche, in collaborazione con Ubi Banca. Secondo gli operatori intervistati “c’è il permanere di una intonazione favorevole: si riduce ulteriormente la quota di operatori con produzione stazionaria o in calo (51% contro il 53% della rilevazione del primo trimestre 2018), mentre sale la quota di aziende interessate da aumenti della produzione (49% contro 47%)”.

In aumento l'attività commerciale complessiva nel secondo trimestre 2018: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una crescita del 3,5% rispetto al secondo trimestre 2017, con un andamento positivo sia sul mercato interno, +2,2%, sia sul mercato estero, +4,8%.

“Il dato relativo al secondo trimestre 2018 – ha dichiarato il presidente di Confindustria Marche Claudio Schiavoni - conferma i segnali di miglioramento emersi nei trimestri precedenti, anche se la dinamica complessiva rimane più debole di quella nazionale. Ne sono alla base sia la composizione settoriale del sistema produttivo, che include settori con diversa reattività alla domanda interna e internazionale, sia la struttura organizzativa del sistema delle imprese, che influenza i tempi di recupero in relazione alla provenienza, natura e caratteristiche della domanda”.

Più occupazione, anche se dello 0,7%, meno cassa integrazione scesa del 50% a 2,6milioni di ore. “In flessione sono risultati sia gli interventi straordinari, passati da 2,9 milioni di ore del secondo trimestre 2017 a 829 mila ore del secondo trimestre 2018 (-71,5%), sia gli interventi in deroga, passati da 667 mila ore del secondo trimestre 2017 a 22 mila ore del secondo trimestre 2018 (-96,7%). In aumento invece sono risultati gli interventi ordinari, passati da 1,6 milioni di ore del secondo trimestre 2017 a 1,7 milioni di ore del secondo trimestre 2018 (+6,6%)”. In controtendenza l’edilizia, che nonostante i piani per la ricostruzione è ferma al palio e ha visto aumentare la cassa del 56,6%.

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