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Le scarpe non corrono: export fermano in calo del 4,7%. Solo la pelletteria fa peggio

scarpa lavoro

“Pur in un quadro con luci e ombre vi sono tre distretti regionali che fanno segnare risultati positivi, in alcuni casi anche con buone percentuali di crescita" spiega Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo.

FERMO – Niente da fare, il 2018 non ha portato lo shock positivo atteso dal sistema economico regionale. Nei primi tre mesi dell’anno il calo dell'export dei distretti delle Marche è del 4,7%. C’è sempre un ma, visto che tre poli corrono: cucine di Pesaro, strumenti musicali di Castelfidardo e jeans del Montefeltro. “Pur in un quadro con luci e ombre vi sono tre distretti regionali che fanno segnare risultati positivi, in alcuni casi anche con buone percentuali di crescita - spiega Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo -. Si tratta dei distretti delle Cucine di Pesaro (+14%) grazie alle vendite in Francia e negli Stati Uniti, della Jeans Valley del Montefeltro (+6,5%) e degli Strumenti musicali di Castelfidardo (+0,7%)”.

Dopo un periodo di grande crescita, si ferma, ma è fisiologico, l’export delle macchine per il legno, guidato dal colosso Biesse, che cala del -3,8%. In generale è la Russia che continua ad affossare il sistema marchigiano, principalmente per colpa del distretto calzaturiero di Fermo, sempre secondo Intesa. Infatti, il sistema moda fermano è calato del 4,2% a causa del rallentamento, dopo un ottimo 2017, del mercato russo e di quello americano. Crolla la pelletteria di Tolentino, -10,8%, e non riparte il mondo delle cappe di Fabriano, -1,7%, a causa delle sensibili diminuzioni dei flussi verso la Germania.

@raffaelevitali

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