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La Regione, fondi Cipe, draga il porto sangiorgese e stanzia 8 milioni per le ciclabili nel Fermano

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Investimenti che rafforzano la competitività. “Le risorse - ha aggiunto - «integrano fortemente le richieste storiche dei territori, il vissuto delle loro esigenze, con le strategie regionali e nazionali, in stretta sinergia con quanto i fondi europei prevedono per le aree interne”.

di Raffaele VItali

FERMO – Se uno guarda il lato positivo, ci sono 250mila euro per il dragaggio del porto di Porto San Giorgio. se uno la guarda il lato meno luccicante, negli otto milioni per la difesa della costa ci sono interventi solo per la zona di Falconara.

Ecco due delle voci tra infrastrutture stradali e per la mobilità ciclabile urbana; porti regionali; servizio idrico integrato; prevenzione e gestioni rischi ambientali, tutela delle coste che rappresentano i settori finanziati, nelle Marche, dal Cipe con i recenti riparti nazionali del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020.

In totale le Marche hanno incassato 132,8 milioni di euro, che si aggiungono ai 20 dei beni culturali. “Una pioggia di opportunità che si abbatte uniformemente sul territorio, consentendo di realizzare interventi attesi per migliorare le infrastrutture locali” ha commentato il presidente Luca Ceriscioli.

Investimenti che rafforzano la competitività. “Le risorse - ha aggiunto - «integrano fortemente le richieste storiche dei territori, il vissuto delle loro esigenze, con le strategie regionali e nazionali, in stretta sinergia con quanto i fondi europei prevedono per le aree interne”.

Entrando nel dettalgio, 84,6 per il trasporto ferroviario e stradale, 29,2 per quello sostenibile urbano, 4 per la portualità, 15 per il settore ambientale. “Sul fronte del trasporto sostenibile urbano, «gli investimenti fanno parte del programma regionale di sviluppo della mobilità ciclistica per connettere l'asse costiero con le direttrici trasversali dei fondovalle. Si favorisce, così, una mobilità sostenibile a beneficio di città più vivibili e salubri, oltre che a una loro promozione turistica. In particolare, la realizzazione di ponti ciclopedonabili sul Cesano e sul Chienti consente di unire le province di Ancona a Pesaro e di Fermo a Macerata, permettendo una connessione dolce”.

Il riparto per le Marche è l'ultimo impegno significativo del governo uscente. “Sono 132 milioni che vanno al cuore dei problemi della nostra regione. Parliamo di cifre estremamente significative, se sommate a quelle del terremoto”. Il riparto del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020 su base provinciale prevede per il Pesarese oltre 32 milioni di investimenti, l'Anconetano 34,3 milioni, il Maceratese 28,8 milioni (incluso il nuovo casello A14 di Potenza Picena), il Fermano 17,2 milioni e l'Ascolano 20,3 milioni di euro. Entrando nel campo della mobilità dolce: due milioni per il ponte sul fiume Chienti, come annunciato da Annalinda Pasquali qualche giorno fa, 3,3 milioni per la ciclabile intervalliva dell'Aso e 3,3 milioni per la ciclovia turistica del Tenna. Spostandosi leggermente più a sud verrà collegata anche la Sentina con il fiume Toronto con 1,5milioni. Infine, i porti: cinque interventi coinvolgono il dragaggio e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture portuali di Fano (1 milione), Senigallia (850 mila euro), Numana (929 mila euro), Civitanova Marche (821 mila euro), Porto San Giorgio (250 mila euro), San Benedetto del Tronto (115 mila euro).

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