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Le Marche sono il regno delle partite iva, ma i professionisti guadagnano meno che altrove

Gianni Giacobelli

Studio di ConfProfessioni. L'aumento è più evidente se si considera il numero di liberi professionisti per mille abitanti: le Marche (26,2) sono nelle prime sei posizioni, precedute soltanto dall'Umbria (28,6) e da grandi regioni come Lazio (28,8), Lombardia (27,6), Emilia Romagna (26,8) e Toscana (26,5).

FERMO – In tanti ci provano, in pochi guadagnano. Sono le Marche delle paritte iva, dei professionisti. Secondo il rapporto 2017 di Confprofessioni sulle libere professioni in Italia, sono 43.000, in aumento del 25,1%: una crescita progressiva e costante che pone la nostra regione al terzo posto nella variazione relativa al periodo 2009-2016. “Il dato riguarda solo i professionisti iscritti per legge ad albo o a elenchi e non la totalità dei lavoratori autonomi. Durante il periodo di crisi il numero dei professionisti è cresciuto, sia grazie all'ingresso di soggetti presentatisi per la prima volta alle porte del mercato del lavoro, sia grazie alla presenza di ex lavoratori dipendenti qualificati, spinti dalle crisi aziendali” spiega il presidente di Confprofessioni Marche Gianni Giacobelli.

L'aumento è più evidente se si considera il numero di liberi professionisti per mille abitanti: le Marche (26,2) sono nelle prime sei posizioni, precedute soltanto dall'Umbria (28,6) e da grandi regioni come Lazio (28,8), Lombardia (27,6), Emilia Romagna (26,8) e Toscana (26,5), superando persino il Piemonte (24,9) e il Veneto (22,5). Inoltre, è sensibile la variazione negli ultimi dieci anni (31,5%) e, anche questo caso, la nostra regione è in terza posizione nell'incremento medio annuo (4%).

“La professione può rappresentare tanto un'alternativa tout court al lavoro dipendente, quanto la scelta di uno stile di vita che non sia più integralmente condizionabile da eventi esterni e indipendenti dalla propria volontà. In ogni caso, anche nelle Marche la libera professione rappresenta, dati alla mano, un volàno del mercato del lavoro nelle fasi critiche” prosegue il commercialista dorico. Meno confortante è il dato del reddito pro capite, intorno ai 26.000 euro, ancora sotto la media nazionale (circa 27.700 euro), nonostante il crescente numero di liberi professionisti marchigiani per mille abitanti, per quanto il valore del Pil rispecchi l'andamento complessivo dell'economia regionale in tutti i settori produttivi. Guardando ai vicini, spicca l’Emilia Romagna dove una partita iva arriva a guadagnare di media 33mila euro. In Lombardia arriva a 36mila, prima per distacco il Trentino Alto Adige con quasi 40mila euro di media.

Raffaele Vitali

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