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Consigli utili. Saldi al via, ma senza entusiasmo. Polacco, Confcommercio: "Il terremoto pesa"

saldi estivi

Il Natale ha lasciato qualche speranza, ma “la ripresa è ancora abbastanza debole quantomeno nel fashion retail. Ci sarà però almeno un vantaggio per i consumatori che non vedranno i prezzi dei negozi, dal primo gennaio 2018, con l’Iva al 25%” sottolinea Polacco.

FERMO – Primo giorno di saldi nelle Marche, prime speranze per i commercianti fermani. secondo le previsioni della confcommercio guidata dal direttore Polacco, la spesa sarà in leggero calo rispetto al 2017. A comprare saranno 370mila marchigiani con un budget di spesa a persona di 131 euro.

“Secondo queste stime in ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2018, si spenderà 302 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori. Le preferenze d’acquisto per l’anno da poco iniziato – emerge dall’indagine Confcommercio-Format Research - vedono le donne attirate maggiormente dall’acquisto di alimentari, abbigliamento, libri, prodotti di bellezza mentre per gli uomini le attenzioni si concentrano su vino, cellulari e dvd”.

Il Natale ha lasciato qualche speranza, ma “la ripresa è ancora abbastanza debole quantomeno nel fashion retail. Ci sarà però almeno un vantaggio per i consumatori che non vedranno i prezzi dei negozi, dal primo gennaio 2018, con l’Iva al 25%” sottolinea Polacco.

Il direttore Confcommercio Marche entra poi nello specifico: “Nelle Marche sentiamo ancora l’effetto del terremoto che terrà al di sotto delle medie nazionali la spesa anche per i saldi. Non vorrei che questi dati passassero nel silenzio perché sarebbe un grave segnale di disattenzione nei confronti dei territori terremotati. Il lavoro per dare sviluppo e futuro a queste zone delle Marche è ancora lungo e non dobbiamo abbassare la guardia perché rischieremmo di vedere vanificati tutti gli sforzi messi in campo, anche dalla Confcommercio”.

L’associazione poi dà alcuni consigli per una spesa consapevole: “La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. La possibilità della prova dei capi non è obbligatoria, ma rimessa alla discrezionalità del negoziante. Per quanto riguarda bancomat e carte di cresdito, devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Infine, il negoziante è obbligato a indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale”.

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