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Intesa e Ubi, gli imprenditori delle Marche giocano su più tavoli per credito e sviluppo

imprenditori intesa

Ma per cambiare servono i soldi. E per questo ecco la seconda tappa, che è collegata alla prima anche se con un gruppo bancario diverso ma molto attivo sul territorio soprattutto dopo l’acquisizione di Banca Marche.

FERMO – Si lavora su più piani con le banche dentro Confindustria. Una volta si viaggia verso la sede centrale di Intesa Sanpaolo, come la missione del comitato Piccola Industria Torino. Un’altra ci si siede con il direttore della macroarea Marche-Abruzzo di Ubi Banca.

Da una parte l’Innovation Center, dove gli imprenditori marchigiani guidati da Diego Mingarelli e Roberto Cardinali, volto regionale e nazionale della Piccola Industria, si sono confrontati con chi all’interno del grande gruppo bancario ha creato un network internazionale, un motore abilitatore di relazioni con gli altri operatori dell’innovazione come imprese, start-up, incubatori, centri di ricerca e Università per promuovere nuove forme d’imprenditorialità nell’accesso ai capitali di rischio. “Nelle piccole e medie imprese italiane tutto deve cambiare perché fuori tutto è già cambiato. E’ necessario quindi conoscere e capire i trend del futuro per individuare le traiettorie migliori, favorendo la crescita delle competenze richieste alle risorse umane, supportando le imprese nella pianificazione degli investimenti innovativi e contribuendo così concretamente al loro cambiamento” sottolinea Mingarelli.

Ma per cambiare servono i soldi. E per questo ecco la seconda tappa, che è collegata alla prima anche se con un gruppo bancario diverso ma molto attivo sul territorio soprattutto dopo l’acquisizione di Banca Marche. Per questo prenderà il via a gennaio un tavolo mensile di lavoro tra Confindustria Marche e Ubi Banca per garantire credito alle imprese e in particolare “per dare una spinta a quei buoni progetti che non hanno le gambe per camminare da soli”. L’accordo è stato siglato tra Bruno Bucciarelli e Nunzio Tartaglia. “Parliamo di incontri di vertice, per analizzare congiuntamente casi meritevoli di sostegno, per dare una spinta ai progetti di qualità, ma anche per segnalare disservizi nell'erogazione del credito e per mettere a disposizione delle buone idee una rete solida di finanza e di servizi”.

Due buoni step per il mondo delle Pmi e non solo. Considerando che gli imprenditori sono tornati da Torino anche con l’impegno di Pietro Pelù, direttore imprese di Intesa: “Guardiamo fuori e al futuro, alla ricerca di idee e soluzioni. Vogliamo aiutare le imprese italiane, in particolare quelle medio-piccole, a cogliere le grandi opportunità che la digitalizzazione e i nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale offrono. Azioni che richiedono investimenti sia finanziari che nel capitale umano, ma soprattutto conoscenza e condivisione delle idee e soluzioni più innovative. Su questi temi Intesa Sanpaolo è in grado di offrire consulenza ed appoggio ai più alti livelli”.

Raffaele Vitali

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