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Il punto. Botta e risposta su tasse ai terremotati e zona franca urbana non adatta alle piccole imprese

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Ricciati e Pirozzi critici, la Pezzopane ribatte: “Sulle tasse e il terremoto la destra è smemorata e fa solo facile demagogia. Gasparri e gli altri dimenticano che dopo il terremoto del 2009 i tributi furono sospesi dal governo Berlusconi solo per 3 mesi e che dovemmo strappare proroghe di volta in volta con le unghie e con i denti, con manifestazioni a Roma".

FERMO – “Sostanzialmente, le imprese potranno rateizzare a partire dal primo gennaio 2020 le imposte sospese nel 2016 e nel 2017, accedendo ad un mutuo completamente gratuito, da contrarre subito, le cui garanzie sono a carico dello Stato. Tali imposte andranno pagate, detratta l'esenzione in de minimis (200.000 euro circa) e si verseranno solo per il differenziale anche per il 2018, come avvenuto per il 2017”. Così il commissario Paola De Micheli prova a chiarire la questione tasse per i territori terremotati. E aggiunge: “Facciamo un esempio: l'impresa Mario Rossi che rientra nelle condizioni della zona franca urbana, nel 2017 avrebbe dovuto pagare 70.000 tra imposte erariali, regionali, comunali e contributi dei lavoratori. Siccome la soglia del de minimis è di 200.000 euro, l'impresa non dovrà versare nulla per il 2017 e quindi potrà anche non accedere al mutuo. Se, però, il totale delle imposte dell'impresa invece che di 70.000 fosse di 210.000 euro, ci sarà la possibilità per l'impresa di accedere a un mutuo di 10.000 euro che verrà pagato a partire dal primo gennaio 2020, senza interessi e con garanzie dello Stato (questo significa che non si vanno a toccare gli impegni bancari delle Imprese. Per il 2018, se la medesima impresa rimane sotto il de minimis continuerà a non pagare nulla. Se, invece, lo supera dovrà riconoscere agli enti coinvolti (Stato, Regione, Comuni, Inps e Inail) il differenziale oltre i 200.000 euro. Specifico che nelle condizioni della zona franca urbana rientrano tutte le imprese che hanno subito danni al fatturato. Esistono, tuttavia, imprese che non hanno subito questo genere di danni ma che fanno parte del cratere sismico. Anche per queste è previsto l'accesso al mutuo di cui in precedenza”.

È la fine della moratoria durata un anno che ha cancellato le tasse nei 140 comuni del cratere del sisma del centro Italia. In previsione della scadenza, il Commissario spiega che Abi e Cassa depositi e Prestiti hanno sottoscritto la convenzione 'Plafond Moratoria Sisma Centro Italia’, per cui i cittadini potranno chiedere alle banche aderenti un finanziamento agevolato per far fronte al pagamento dei tributi. Questa soluzione ha scatenato le proteste della politica non di Governo, da Mdp, con Lara Ricciatti, a Forza Italia, con il senatore Gasparri. “Sono sbalordita dell'ennesima missiva della commissaria De Micheli in cui suggerisce l'ipotesi di accendere un mutuo o prendere un prestito con banche convenzionate per interrompere la sospensione del pagamento dei mutui e dei tributi. È un ulteriore disagio arrecato alle popolazioni terremotate, un pessimo presente per ricordare l'anniversario appena passato del sisma”.

Pronto un emendamento da presentare alla legge di bilancio in cui proroghiamo ancora di un anno il termine entro cui i titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo e gli esercenti attività agricole riprenderanno (senza applicazione di sanzioni e interessi) a pagare i tributi. Tutto questo mi pare semplicemente buon senso e voglio sperare in un errore grossolano al quale si rimedierà presto con questo tipo di emendamenti, perché nonostante sia passato un anno poco è cambiato; basti pensare che ancora la fase della ricostruzione deve decollare". 

Ben più dura Forza Italia: “Il governo ha dimostrato in più occasioni di fregarsene degli italiani e quello che sta facendo per la ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia è vergognoso. Le casette non sono state assegnate a tutti. Le attività commerciali sono state abbandonate. Perfino le macerie sono ancora ammassate, mentre in arrivo ci sono solo tasse. La condotta del governo Renzi-Gentiloni nei confronti dei terremotati e di tutti gli italiani è disastrosa”.

A questo si aggiungono anche le critiche di chi vie sul campo, come la Confcommercio, sula zona franca urbana, così come predisposta: “Rischia di trasformarsi in un autentico flop, con ripercussioni gravissime per l'intero cratere, l'intervento statale a favore delle micro aziende attive nella Zona Franca Urbana. “È impossibile, da un punto di vista pratico, di compilare la domanda sulla piattaforma del Mise da parte delle piccole imprese a conduzione familiare o coniugali e delle piccole società di persone” commentano i vertici dell’associazione. “Nella piattaforma è prevista l'indicazione dell'ammontare degli aiuti da richiedere, e da calcolare mediante una formula che prende a base le imposte pagate negli anni 2015 e 2016. Fattispecie molto ricorrente, nel centro Italia, è quella delle piccole realtà imprenditoriali, che nell'anno del sisma - il 2016 - e in quello precedente avevano pagato pochissime imposte e non avevano avuto lavoratori dipendenti. Ebbene, per queste aziende l'importo della agevolazione da richiedere mediante la formula indicata sulla piattaforma equivale praticamente a zero euro. In questo modo però questo tipo di imprese non riceverebbero alcun incentivo a ripartire, ad assumere e a rimettere così in moto l'economia del territorio. Il sistema - dice ancora il presidente - dovrebbe consentire di disattendere la formula indicata nel modello di richiesta delle agevolazioni, a vantaggio di un conteggio presuntivo che preveda l'esenzione dei contributi per chi intenda assumere nuovo personale. Esattamente come previsto per le imprese di nuova costituzione".

Un carico ulteriore lo mette il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi: “A Roma non conoscono i territori, non hanno gli scarponi, non studiano, non sanno che queste zone, da Amatrice ad Arquata al maceratese, si reggono al 99% sulle imprese familiari. In assenza di queste misure, i nostri territori non hanno un futuro ma nemmeno un presente. Le norme di accesso alla No Tax Area della Zona Franca Urbana vanno immediatamente corrette. E va prorogata di almeno un anno la sospensione sul pagamento delle tasse".

Ma non è questa l’idea della De Micheli e della Pezzopane che alle critiche dell’opposizione ribatte da politica: “Sulle tasse e il terremoto la destra è smemorata e fa solo facile demagogia. Gasparri e gli altri dimenticano che dopo il terremoto del 2009 i tributi furono sospesi dal governo Berlusconi solo per 3 mesi e che dovemmo strappare proroghe di volta in volta con le unghie e con i denti, con manifestazioni a Roma. Non dimenticherò mai che fummo accolti con la polizia in assetto antisommossa e che molti di noi furono anche aggrediti e picchiati”. Secondo la responsabile ricostruzione del Pd “sui tributi sono stati assunti tutti i provvedimenti possibili, nell'ambito di quanto consentito dall'Ue che sanzionerebbe aiuti di Stato, come è poi accaduto a noi per il terremoto dell'Aquila, per il quale stiamo ancora pagando. La legge di Bilancio e il decreto fiscale contengono importanti misure per il sisma, come la sospensione dei mutui, proroghe decisive, interventi per chi lavora per i terremotati, semplificazioni per accelerare la ricostruzione e tanto altro. Nel corso dell'esame parlamentare di questi due testi, che è nelle fasi di avvio al Senato, siamo pronti anche a fare tutte le migliorie possibili, ma la destra smetta di fare vuoti proclami”.

Raffaele Vitali

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