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I sindacati firmano il piano di Ubi Banca: 398 esodi e 132 nuove assunzioni

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L'abbiamo vinta con un accordo partecipativo unico nel settore” ha ribadito Riccardo Colombani, della segreteria nazionale di First Cisl.

FERMO – L’accordo è stato raggiunto. I sindacati hanno firmato il piano di Ubi Banca necessario dopo l’incorporazione di Banca Marche (nel piano chiuderanno una filiale a Fermo, via Trento, e Monte Urano. A rischio anche Montegranaro), Banca Etruria e Carichieti. “L'intesa - spiegano i sindacati - evita l'esternalizzazione di oltre 1300 dipendenti e prevede 398 esodi su base volontaria e incentivata a partire dal 2018, in parte compensati con 132 nuove assunzioni”.

Un risultato importante che tutela l’occupazione nei territori di riferimento delle tre Bridg Bank, tutelando i lavoratori: “Abbiamo ottenuto anche la stabilizzazione di tutti i precari del gruppo” ribadisce Paolo Citterio, Coordinatore Fabi di Ubi. “La sfida era trasformare una complessa operazione, delicatissima dal lato occupazionale e condizionata dagli impegni assunti con le autorità nazionali ed europee, in una opportunità per i lavoratori. L'abbiamo vinta con un accordo partecipativo unico nel settore” ha ribadito Riccardo Colombani, della segreteria nazionale di First Cisl.

“Di fronte a un progetto aziendale di grande complessità, con ricadute di rilievo in termini di esuberi, riorganizzazione aziendale, riconversioni professionali e redistribuzioni di attività sui territori, sono state definite soluzioni volontarie e incentivate per le uscite di lavoratori, nonché processi costanti di confronto da sviluppare nell'arco del Piano d'Impresa”, è il giudizio del segretario della Uilca Fulvio Furlan.

r.vit.

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