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L'allarme, servizi a rischio per paesini e anziani. I 5 Stelle: "Poste italiane chiuderà 22 uffici nel Fermano"

posteitalianechiuse

Se da una parte è vero che oggi tante operazioni si possono fare online o altrove, come la possibilità di pagare una bolletta dal tabaccaio, dall'altra ci sono piccoli centri dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni.

FERMO – La battaglia di Jessica Marcozzi, consigliera regionale di forza Italia, si complica. In campo da mesi per la riapertura della farmacia di Monteleone, “attendiamo da 33mesi”, ora la Marcozzi, e tutto il consiglio regionale a dire il vero, si troverà un piano di chiusure pesante di uffici postali. Sono destinati a crescere i disservizi per gli anziani residenti in piccoli comuni.

La nuova denuncia è della portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, Patrizia Terzoni: “Grazie al question time al ministro dei Trasporti, abbiamo scoperto che saranno ben 159 gli uffici postali che chiuderanno i battenti sul territorio marchigiano nel quadriennio 2016-2019, sui 4.300 soppressi o in via di chiusura in tutta Italia”.

Nessuno nega l’esigenza di un raziocinio dei costi da parte di Poste italiane, ma il piano è per i pentastellati inaccettabile: “In base al documento di 124 pagine che ci è stato consegnato - spiega -, gli uffici a cui diremo addio sono 52 nella provincia di Pesaro Urbino, 11 in quella di Ancona, 52 in quella di Macerata, 22 in quella di Fermo (tra cui Amandola, Ortezzano, Montelparo) e altri 22 in quella di Ascoli Piceno, molti dei quali in piccole realtà o in Comuni interni, dove a breve per un invio postale bisognerà fare svariati chilometri”.

Se da una parte è vero che oggi tante operazioni si possono fare online o altrove, come la possibilità di pagare una bolletta dal tabaccaio, dall'altra ci sono piccoli centri dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni.

“Dal Ministero ci hanno voluto rassicurare dicendo che in alcuni casi degli uffici rimarranno aperti comunque due volte a settimana e che si tratta solo di un piano di razionalizzazione, ma - rileva - in base alle prime verifiche abbiamo appurato che non sono pochi nelle Marche gli uffici chiusi in via definitiva. Inoltre la scure su questo servizio ha prodotto una mole notevole di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell'Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi”.

r.vit.

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