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Marche, i distretti sono un disastro. Il calzaturiero perde in Usa e Belgio. Risorge la Russia

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Dall’indagine sui distretti condotta dal centro studi di Intesa San Paolo emerge che le Marche continuano a perdere competitività in ogni settore e che la Russia ha ripreso a correre.

di Raffaele Vitali

FERMO – Due certezze emergono dall’indagine sui distretti condotta dal centro studi di Intesa San Paolo: la prima è che le Marche continuano a perdere competitività in ogni settore, la seconda è che la Russia ha ripreso a correre, a dimostrazione che le sanzioni per i settori merceologici regionali non pesano poi così tanto.

“A rallentare l’export regionale - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - è stata la frenata subita sia sui mercati emergenti (-9,3% le esportazioni) che su quelli maturi. In particolare nei mercati emergenti si è verificato un calo significativo dei flussi verso Arabia Saudita, India, Turchia e Romania. Di contro sono confortanti i segnali dalla Russia che è il mercato emergente dove si registra la maggiore crescita di export in questo secondo trimestre 2017 (+17,1%). Sul calo dell’export verso i mercati maturi (-7%) ha pesato la frenata delle vendite negli Stati Uniti e in Francia, mentre è proseguito il buon andamento in Svizzera”.

Entrando nel dettaglio, la fotografia di Fermo è pesante: il distretto delle calzature ha chiuso il secondo trimestre 2017 con un calo del 5,3%, sommandosi al negativo del primo semestre -2,4%. Le calzature sono state affossate dalla frenata di Stati Uniti (-15% a livello regionale), Belgio e Hong Kong; segnali positivi, invece, per l’export verso la Russia che cresce del 26,9% rispetto al 2016. Quello fermano-maceratese è il principale distretto regionale e influenza inevitabilmente il -8% globale, che è un dato di molto inferiore a quello dei distretti italiani (+4,3%). “E’ evidente che i distretti marchigiani stanno ancora risentendo del terremoto dello scorso anno che ha colpito le province di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo” prosegue Nocentini.

Alcuni distretti riescono a galleggiare tra il + e lo stabile, se si considerano i primi sei mesi del 2017: le macchine utensili e per il legno di Pesaro (-2,8% nel secondo trimestre ma +5,9% nel primo semestre 2017), il distretto degli strumenti musicali di Castelfidardo (-1,6% tra aprile e giugno e sostanzialmente stabile nel semestre), la pelletteria del Tolentino (-6,2% nel secondo trimestre e -0,5% nel semestre), la jeans valley del Montefeltro in calo nel trimestre aprile-giugno 2017 (-3,5%) ma positiva su base semestrale (+2,2%).

Un duro colpo al sistema economico regionale è venuto anche da due distretti solitamente brillanti: le cucine di Pesaro (-6,8% nel secondo trimestre e -9,5% nel primo semestre) subiscono perdite su molti dei principali mercati di riferimento, in special modo negli Stati Uniti, in Arabia Saudita e in Qatar. Stesso destino per le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano che chiudono in negativo il trimestre (-20,4%) e l’intero semestre (-20,7%). E se la tecnologia traballa, anche la tangibile carta rallenta per colpa dell’India che fa scendere del 9,7% le esportazioni della carta. 

@raffaelevitali

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