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Commissione d'inchiesta sul sistema bancario: dai crack ai salvataggi, Ceroni indaga con Casini

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“Questa commissione non sarà il palcoscenico di una lunga campagna elettorale” ha ribadito Casini che ha lasciato la guida della Commissione Esteri. La questione banche è delicata e ha già delle priorità. Che non convincono però tutti, a cominciare dai 5 Stelle.

FERMO - "È necessario dare una prima risposta di verità ai risparmiatori italiani che sono stati coinvolti, verificando l'eventuale esistenza di manipolazioni o truffe: lo dovremo fare in tempi limitati e indagando su un periodo di tempo che andrà prioritariamente definito. Fermo restando l'autonomia delle indagini giudiziarie che sono in corso e in uno spirito di leale collaborazione tra i poteri dello Stato, guiderò la Commissione senza timidezze nell'individuare responsabilità personali o istituzionali che dovessero emergere”. Si presenta così Pierferdinando Casini, neo presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancari.

Dopo svariati 'stop and go', l'organismo che indagherà sui dissesti finanziari si è riunita sotto il cappello di Casini che come vicepresidenti avrà il senatore del Pd Mauro Maria Marino e il deputato di Forza Italia Renato Brunetta. Casini è stato eletto a maggioranza assoluta alla prima votazione: 21 voti su 40. A sostenere l'ex presidente della Camera, Pd e Ap con un probabile sostegno di Ala e Gruppo per le autonomie, mentre hanno votato contro Forza Italia e Movimento Cinque Stelle.

“Questa commissione non sarà il palcoscenico di una lunga campagna elettorale” ha ribadito Casini che ha lasciato la guida della Commissione Esteri. La questione banche è delicata e ha già delle priorità. Che non convincono però tutti, a cominciare dai 5 Stelle: “Gli scheletri rimarranno tutti nell'armadio. I partiti non vogliono che si scopra alcunché. La designazione di Pier Ferdinando Casini a presidente della commissione di inchiesta sulle banche è l'atto di killeraggio definitivo ai danni dell'organismo. La bicamerale nasce morta. Possiamo celebrarne il funerale”. 

Sulla carta i poteri in mano ai parlamentari sono ampi ma, al contrario, i tempi sono stretti, dal momento che la Commissione dovrà concludere i suoi lavori prima dello scioglimento delle Camere. Dopo i primi sei mesici sarà la prima relazione sullo stato dei lavori. A questo proposito Casini ha annunciato che la Commissione lavorerà anche il lunedì e venerdì.

Al fianco di Casini ci sarà anche i senatori marchigiani Remigio Ceroni, “è per me un onore farne parte. Lavorerò per dare risposte chiare e concrete ai cittadini truffati. È fondamentale fare chiarezza su alcuni dei più controversi crac bancari degli ultimi anni”, e Camilla Fabbri. Una presenza importante visto che banca Marche, ormai Ubi Banca, è uno dei temi chiave da analizzare. I lavori della Commissione dovrebbero partire dalla verifica della gestione degli istituti in crisi o oggetto di salvataggio pubblico come Mps o le venete. Ma probabilmente si indagherà anche sulle quattro banche finire in risoluzione. Molto dipenderà dall'arco temporale oggetto di indagine che sarà stabilito dal regolamento.

Sono diversi i fronti su cui si concentrerà il lavoro della Commissione: le modalità di raccolta della provvista, gli strumenti utilizzati e i criteri di remunerazione dei manager. Ma anche la correttezza del collocamento presso il pubblico, con riferimento ai piccoli risparmiatori e agli investitori non istituzionali, dei prodotti finanziari, soprattutto quelli ad alto rischio, e con particolare riguardo alle obbligazioni bancarie. Oggetto di indagine anche le forme di erogazione del credito a imprenditori di particolare rilievo e la diffusione di pratiche scorrette di abbinamento tra erogazioni del credito e vendita di azioni o di altri strumenti finanziari della banca. Sotto la lente la struttura dei costi, la ristrutturazione del modello gestionale e la politica di aggregazione e fusione degli istituti in esame nonché' l'osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell'allocazione dei prodotti finanziari. La Commissione indagherà anche sulla Vigilanza e la Banca d'Italia ha assicurato piena collaborazione.

La commissione è composta da 20 deputati e 20 senatori nominati dai presidenti dei due rami del Parlamento. A farne parte per il Pd sono: i deputati Francesco Bonifazi, Susanna Cenni, Gian Pietro Dal Moro, Carlo Dell'Aringa, Matteo Orfini, Giovanni Sanga, Luigi Taranto, Franco Vazio e i senatori, Camilla Fabbri, Stefania Giannini, Mauro Del Barba, Andrea Marcucci, Mauro Maria Marino, Franco Mirabelli e Gian Carlo Sangalli. Per Forza Italia siedono in Commissione i deputati Renato Brunetta e Sandra Savino e i senatori Remigio Ceroni e Antonio D'Ali'. I componenti del Movimento Cinque Stelle sono: i deputati Carla Ruocco, Carlo Sibilia e Alessio Mattia Villarosa e i senatori Gianni Pietro Girotto e Carlo Martelli. Di Articolo1-Movimento democratico e progressista fanno parte il deputato Davide Zoggia e il senatore Maurizio Migliavacca. Per il gruppo Misto il deputato Daniele Capezzone e i senatori Raffaela Bellot e Francesco Molinari. Per Ala-Scelta civica il deputato Enrico Zanetti e il senatore Marco Lionello Pagnoncelli. Per Alternativa Popolare-centristi per l'Europa-Ncd il deputato Paolo Tancredi e il senatore Pier Ferdinando Casini. Per Fratelli d'Italia- Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni per la Camera. Il componente della Lega e' il senatore Paolo Tosato. Per Sinistra italiana-sinistra ecologia e libertà- Possibile il deputato Giovanni Paglia. Per Democrazia solidale-Centro democratico il deputato Bruno Tabacci. Tra i senatori anche Andrea Augello di Federazione della libertà, Paola De Pin per Grandi autonomie e liberta' e Karl Zeller per le autonomie. 

Raffaele VItali

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