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Marche, il lavoro c'è: boom di apprendistato e stagionali. Ma il posto fisso è una chimera

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Pesante il saldo tra assunzioni e le 20.308 cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato: – 7.785 unità.

FERMO - Finito l’effetto degli sgravi contributivi, cala il numero delle assunzioni a tempo indeterminato e, nelle Marche, la precarietà impera. I dati dell’Inps, elaborati dall’Ires Cgil, dicono che nei primi sette mesi dell’anno la situazione occupazionale si è fatta ancora più critica, anche rispetto al dato nazionale.

Un quadro preoccupante in cui la tendenza al segno ‘-‘ va invertita secondo la segretaria generale della Cgil Marche, Daniela Barbaresi, approfittando del fatto che si stanno discutendo le misure della prossima manovra: “È determinante rimettere al centro l’occupazione, servono politiche economiche e del lavoro capaci di ridare qualità, stabilità e dignità al lavoro. Servono investimenti pubblici ma anche privati”.

Nei primi sette mesi di quest’anno, sono state 12.533 le assunzioni a tempo indeterminato, quasi la metà rispetto a quelle del 2015 (9748 in meno, pari a -43,8%) quando sulla scia dell’euforia per il Jobs Act c’è stato un boom di assunzioni stabili. Le assunzioni del 2017 calano anche rispetto a quelle del 2016 (-9,3%).

Solo il 9,8% degli avviamenti al lavoro sono rappresentati da contratti a tempo indeterminato: meno di un’assunzione su 10 è avvenuta con contratti stabili. Un dato già scoraggiante di suo, che lo diventa ancora di più se confrontato con il 17,5% a livello nazionale e al 16% delle regioni del centro Italia. Spetta alle Marche la palma per la performance peggiore. Pesante il saldo tra assunzioni e le 20.308 cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato: – 7.785 unità.

Segni più si registrano nel lavoro precario con 9124 avviamenti a tempo determinato che sono più del doppio rispetto al 2015 (+51,6%) e rappresentano il 71,6% delle assunzioni complessive.

Crescono anche il lavoro stagionale, 17.380 gli avviamenti (+31,9%), e l’apprendistato con 6238 assunzioni (+31,5%). Il dato complessivo relativo alle assunzioni si attesta sulle 127.400 unità, con una crescita significativa (+35,9% rispetto al 2016 e + 26,9% rispetto al 2015) dovuta esclusivamente al lavoro precario.

 “Quanti dei nuovi avviamenti sono destinati a nuovi posti di lavoro e quanti invece finiranno per sostituire rapporti stabili?” si chiede la Barbaresi. “Il calo dell’occupazione e l’aumento della precarietà sono fenomeni in controtendenza rispetto all’andamento nazionale dove l’occupazione torna a crescere come l’incidenza della precarietà che, nelle Marche, è quasi il doppio rispetto alla media nazionale”.

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