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L'Industria 4.0 in quattro passi. Mariani detta la strada per Ascoli e Fermo. Banca Intesa mette i soldi

mariani sbt

Il presidente di Confindustria Centro Adriatico: "Organizzare un convengo all’interno di una impresa è riportare al centro del dibattito chi lo deve guidare. Parlare di futuro all’interno del perimetro delle imprese è un segnale per un futuro migliore”.

di Raffaele Vitali

Come si ‘Progetta il futuro?’. Se lo chiedono gli imprenditori, provano a dare risposte i vertici di Intesa San Paolo seguendo i radar della Gem Elettronica, un unicum per tecnologia e sviluppo nel centro Italia, che ha scelto come sede la zona del porto di San Benedetto del Tronto. Qui regna il moderno, ma nelle Marche c’è molto da fare anche se i dati di Intesa San Paolo parlano di una regione in cui il 56% delle imprese usa il web e la banda larga ha raggiunto l’86% dei territori. Almeno sulla carta, visto che la realtà per gli imprenditori è ben diversa.

Industria 4.0 è il tema al centro dei dibattiti, un piano che Simone Mariani, quarantenne presidente di Confindustria Centro Adriatico, riassume in quattro passi. “Il primo parte dalla scelta del luogo per questo incontro tra Banca e imprenditori. La Gem Elettronica è uno sguardo verso l’orizzonte, visto che qui nascono radar e non solo, con oltre 70 ingegneri al lavoro. Organizzare un convengo all’interno di una impresa è riportare al centro del dibattito chi lo deve guidare. Parlare di futuro all’interno del perimetro delle imprese è un segnale per un futuro migliore”.

Il secondo è lo status quo da cambiare. “Se da un lato il Pil cresce dell’1,5%, l’area euro corre di più. E ci sono dati inquietanti, come quello dell’andamento del Pil dal 2000: area euro 24,4%, Italia allo 0,8%. Speriamo che anche con la rivoluzione a cui andiamo incontro a livello di tecnologia, produttività e cultura si possa agganciare una ripresa più forte che ci conduca a un futuro migliore. L’aspetto interessante è che l’innovazione tecnologica si sposa con la necessità di accrescere le competenze all’interno delle imprese”.

Terzo passo è quello legato a Industria 4.0. “Il Ministro Calenda ha iniziato a chiamarla Impresa 4.0, fattore che dà fiducia e tranquillizza anche le Pmi. I frutti dobbiamo coglierli agganciando la rivoluzione digitale, che coinvolge anche la catena di produzione. Nelle Marche Confindustria è una delle best practice nel piano di Digital Innovation Hub con il presidente della Piccola, Diego Mingarelli, che si sta operando per renderlo sempre più parte del nostro presente. Se un anno fa molti imprenditori ancora non sapevano cosa significasse Industria o Impresa 4.0, ora se ne parla nei bar”.

Il quarto e ultimo nodo, parlando di ‘Progettare il futuro’, come chiedono Intesa e Piccola riguarda il Governo, lo Stato: “Se mancano le infrastrutture immateriali, penso alla fibra ottica, è difficile parlare di sviluppo. Si perde connettività nel giro di pochi chilometri e questo è il primo tradimento al sistema imprenditoriale.

Simone Mariani parla come neo presidente di Confindustria Centro Adriatico, una best practice di cui andare fieri: “Uniamo la vocazione internazionale dell’area fermana, che speriamo dia stimoli agli imprenditori piceni, alla eterogeneità di filiere e settori, se vogliamo maggiore gamma di offerta, dall’impresa picena. Il connubio tra queste due realtà importanti che oggi ci farà unire quasi mille imprese industriali manifatturiere ci farà guardare ai prossimi anni con maggior serenità, avendo spalle larghe e basi solide”.

Spalle solide garantite anche dal supporto del Gruppo bancario italiano più presente all’estero e pronto a stanziare 15miliardi di euro in tre anni a supporto delle imprese delle provincie di Ascoli e Fermo. Quattro i canali di finanziamento: ecosistemi di imprese e integrazione di business; Finanza per la crescita; Capitale umano; nuova imprenditorialità. “Dopo anni in Italia si è tornati a parlare e a fare politica industriale, con super e iper ammortamento. La banca li accompagna con finanziamenti a medio e lungo termine, ma anche sul breve termine se finalizzato a una crescita del fatturato e della produzione. Puntiamo anche sul Digital for export, per formare il personale di aziende che vogliono potenziare il proprio business a livello digitale guardando il mondo senza mai dimenticare il proprio capitale umano” conclude Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa San Paolo, dopo aver ascoltato la tavola rotonda con Gaetano Ascenzi, Chief technology officer di Alfa Group, Marcello Ciotti, Ceo di Meccanica H7, Valentina Galanti, quality manager di Indemac.

@raffaelevitali

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