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La musica non mente: i Sibillini attirano. Corbelli, Montemonaco: "Gli stranieri ci sono"

focemontemonaco

La marea umana è la riprova che i Sibillini non spaventano, anzi. Come ribadisce il sindaco di Montemonaco, Corbelli: “Quando Brunori ha fatto un piccolo sondaggio tra i 5 mila spettatori giunti a Foce ci siamo tutti resi conto di come le nostre sensazioni erano veritiere".

MONTEMONACO – Auto parcheggiate anche a 10 km dal concerto, sul ciglio delle Provinciali della zona tra Montemonaco e Montegallo visto lo stop obbligato degli organizzatori al percorso lungo la strada di Foce. Un fiume di gente all'andata e al ritorno con l'evidente commozione di Brunori Sas e di Neri Marcorè. “Sono veramente emozionato da uno dei concerti più belli della mia vita - ha detto il cantautore calabrese Dario Brunori, il quale si è esibito solo con la chitarra e il pianoforte - ma non potevo dire di no al mio amico Neri, e gliene sono grato per la bella esperienza che mi ha fatto fare”.

La marea umana è la riprova che i Sibillini non spaventano, anzi. Come ribadisce il sindaco di Montemonaco, Corbelli: “Quando Brunori ha fatto un piccolo sondaggio tra i 5 mila spettatori giunti a Foce ci siamo tutti resi conto di come le nostre sensazioni erano veritiere: un 20% dei turisti non era mai stato sui Sibillini e veniva da fuori Marche, più un altro 20% che veniva dalla regione ma che non era mai stato quassù. Tutti gli altri o erano habitué della zona o sono tornati proprio dopo il terremoto. Le nostre zone non hanno grandi sofferenze turistiche per le infrastrutture, il calo c'è, è fisiologico, anche per i danni alle seconde case ma il deserto che temevano non c'è, anzi”.

Il successo della manifestazione che in un'area di pregio del Parco dei Sibillini è scivolata via senza nessun intoppo ha stimolato gli organizzatori a non escludere per il prossimo anno un concerto bis. Idea che Corbelli ha subito sposato: “La flessione delle presenze riguarda soprattutto le seconde case danneggiate dalle scosse. Manca quindi quel turismo residenziale che spesso ha ceduto appartamenti e case in buono stato per la sistemazione autonoma degli sfollati”.

r.vit.

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