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Boom cassa integrazione nel Fermano. La Regione promette interventi mirati

cassa integrazione

Anche se si considera il valore complessivo di ore autorizzate, nel primo semestre 2017 (10,1 milioni di ore) viene in evidenza un calo complessivo (-40,1%) comune a tutte le tipologie di CIG. Ovunque tranne che in due province, Ascoli e Fermo.

FERMO – “Dinanzi a dati a dir poco allarmanti con quasi 70 mila disoccupati nelle Marche ho presentato interrogazione consiliare per conoscere la posizione dell'Amministrazione al riguardo e per spingere questa ad attivarsi con ogni forma possibile di incentivo al lavoro, a tutti i livelli. E subito”. Jessica Marcozzi in consiglio regionale ha posto una serie di domande e la Giunta ha risposto con una serie di promesse e impegni: “Bandi per l'inserimento lavorativo dei disabili, degli over 40 e 50, borse lavoro per gli over 30. Progetto garanzia Giovani per la formazione e l'inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzi e delle ragazze dai 15 ai 29 anni. Ma anche sostegni a famiglie con bambini piccoli e anziani e disabili a carico, a imprese intenzionate a innovare per posizionarsi su fasce di mercato più alte. Misure per le zone terremotate con tirocini nell'area del cratere, misure a sostegno delle aziende nell'area del terremoto, e bandi su lavori di pubblica utilità per sostenere i Comuni colpiti dal sisma”. Il timore della Marcozzi, elpidiense capogruppo di forza Italia è che restino solo parole quando invece i numeri continuano a peggiorare.

E lo dimostrano i dati forniti dalla Cgil in merito alle ore di cassa integrazione nelle Marche: a giugno ammontano a 1,5 milioni: 464milai di CIG ordinaria, 790mila di CIG straordinaria, 286mila di CIG in deroga. “Complessivamente, si registra una riduzione del 32,95% delle ore richieste ed autorizzate: -60,9% per l’ordinaria e -26,1% per la straordinaria, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Anche se si considera il valore complessivo di ore autorizzate, nel primo semestre 2017 (10,1 milioni di ore) viene in evidenza un calo complessivo (-40,1%) comune a tutte le tipologie di CIG. Ovunque tranne che in due province, Ascoli e Fermo.

La Cig straordinaria diminuisce drasticamente mentre per la Cig ordinaria si registrano cali diversificati, che vanno dal -63% di Ancona, al -55% di Pesaro e il -52% di Macerata. L’unica eccezione negativa è rappresentata dalle Province di Ascoli Piceno e Fermo, che l’Inps continua ad aggregare nei dati e che registra un preoccupante aumento del 76%.

“Il dato dei primi sei mesi di Cig ci consegna un quadro che certamente potrebbe far pensare ad una ripresa economica della nostra regione – dichiara Giuseppe Santarelli, segretaria regionale Cgil Marche -. Una ripresa che, però, non si traduce, per il momento, in aumento dell’occupazione.  Non bisogna dimenticare che alcuni settori trainanti per l’economia regionale, come metalmeccanico, calzaturiero ed edile siamo ancora a livelli molto più alti rispetto all’inizio della crisi del 2008”. Calzaturiero che proprio domani vivrà un importante sciopero alla Zeis Excelsa di Montegranaro per scongiurare nuovi licenziamentni.

r.vit.

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