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Camera di Commercio unica, la decisione è marchiata Pd. Da Serracchiani a Ceriscioli, le pressioni su Calenda

serraceri

I presidenti camerali friulani: “Spiace constatare che la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, scriva al ministro dello Sviluppo economico e al presidente nazionale di Unioncamere facendo pressioni e anticipando successive azioni".

FERMO - “Siamo soddisfatti per la scelta della Camera di commercio di Ascoli Piceno che va nella direzione auspicata dalla Regione Marche. Un passo importante, decisivo, verso la Camera di commercio unica regionale”. Questo il commento a caldo di Manuela Bora e Luca Ceriscioli, assessora e presidente della Regione Marche, della decisione di Ascoli Piceno di appoggiare il piano regionale.

Una decisione che non ha stupito, a dire il vero, ma che dimostra di come il peso della linea politica sia forte. Non solo nelle Marche, tra l’altro. Perché anche in una delle Regioni economicamente più avanzate d’Italia, il Friuli Venezia Giulia, è in corso una battaglia simile. A dimostrazione che è una linea nazionale del Partito Democratico quella intrapresa. 

"La Regione Friuli Venezia Giulia continua a sostenere un progetto di riordino che preveda la costituzione di un unico Ente camerale regionale e si attende che anche Unioncamere tenga conto di questa volontà, sostenendo un indirizzo istituzionale che armonizza mezzi con obiettivi e prevenendo possibili tensioni territoriali". E' quanto ribadisce la presidente della Regione Debora Serracchiani in una missiva al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

E cosa ne pensano gli Enti che devono fondersi? Sono d’accordo o anche loro subiscono la decisione politica. La risposta la danno i presidenti delle Camere di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e di Udine, Giovanni Da Pozzo: “Spiace constatare che la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, scriva al ministro dello Sviluppo economico e al presidente nazionale di Unioncamere facendo pressioni e anticipando successive azioni per andare contro la legge di Riforma della Camere di Commercio approvata dal Parlamento. Lascia allibiti - proseguono - che per la mancanza di progettualità e per la pervicace ostinazione di alcuni ci siano questi tentativi di condizionamento al di là e al di sopra delle norme in vigore, con la presidente del Friuli Venezia Giulia che, pur non avendo la Regione competenza legislativa in materia, entra a gamba a tesa a livello nazionale senza rispettare le scelte della maggioranza dei territori e delle categorie economiche che dovrebbe equamente rappresentare”.

Tutto il mondo è paese quindi: “La Regione – concludono Bora e Ceriscioli - è pronta a sostenere questo cambiamento che influirà positivamente sull’intero sistema”. Che in confronto alla Serracchiani sembrano quasi buoni: “Noi – chiosa la presidente veneta –siamo impegnati in una profonda azione di ristrutturazione e semplificazione istituzionale che l'ha portata, prima e unica in Italia, ad abolire le Province".

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