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Ussita, il sindaco se ne va e la ricostruzione torna di moda: "Tutto fermo"

chiesafalerone

Il sindaco ha 66 anni, è un ingegnere, ed è figlio dello storico sindaco di Ussita e parlamentare Dc Nicola Rinaldi, morto a 101 il 31 agosto scorso, dopo il primo terremoto del 24, che in paese aveva fatto danni ma non tali da far inserire il borgo nel primo cratere sismico.

USSITA – Ricostruzione o nuova distruzione? Per il sindaco di Ussita, uno dei comuni più colpiti dal terremoto, la risposta è scontata. “La montagna muore, la ricostruzione post terremoto non parte, e se il quadro legislativo resta questo, non partirà mai” sottolinea Marco Rinaldi.

La battaglia di Marco Rinaldi era cominciata proprio il 24, sull'«inaccettabile» perimetro del cratere. Il 26 ottobre la scossa di magnitudo 5.9 ha reso tragicamente credibili quelle ragioni e il suo «il nostro paese è finito» rimbalzato su tutte le tv. Nessuna vittima, ma l'80% degli edifici crollati o lesionati, e i 400 abitanti tutti sfollati sulla costa, dove stanno tuttora. Tranne 11 irriducibili. «Se non vogliamo scomparire, dobbiamo restare qui, lottare con le unghie e con i denti - diceva -, non farò come Schettino». E invece oggi arriva il decreto di sequestro preventivo del camping Il Quercione a Pratolungo. L'ipotesi di illecito ambientale e urbanistico è l'aver consentito l'installazione di 5 mobil house e di un gazebo di legno e lavori di scavo nel campeggio, già oggetto di sanatoria. Il Quercione non ospita sfollati, ma alcuni di loro hanno sistemato i propri beni personali lì nei container. «Piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli» racconta Rinaldi, che dopo aver consegnato la lettera di dimissioni «irrevocabili» al segretario comunale ha annunciato l'addio e la promessa che continuerà a «difendere i diritti dei cittadini». In questi mesi si è inventato di tutto per accendere i riflettori su Ussita: una proposta di fiscalità agevolata per imprese che volessero investire qui, il Patto della montagna con altri 3 sindaci, la difesa degli allevatori rimasti senza stalle, la resistenza passiva (con mail Pec a Prefettura e Regione) per evitare il trasferimento degli sfollati da un campeggio della costa a un altro. Ma non aveva fatto i conti con il provvedimento del Gip Giovanni Manzoni, comunque più veloce delle Sae, anche se il bando per l'urbanizzazione sta per partire. «Ho piena fiducia nella magistratura» sottolinea Rinaldi, che ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni, ed evitare il commissariamento del Comune. Vasco Errani l'ha chiamato in serata chiedendogli di ripensarci, «ma io non ci ripenso».

A rispondergli è l’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini: “E’ sempre stato vicino alle popolazioni e ai sindaci del territorio condividendone le difficoltà ed adoperandosi per cercare di facilitare, per quanto di sua competenza, tutte le procedure per la ricostruzione post sisma, a cominciare dalla SAE, ossia le strutture abitative di emergenza per le quali è stato concesso, per tutte le richieste sin qui pervenute, il nulla osta. Pertanto le questioni normative evidenziate dal Sindaco Rinaldi, a cominciare dalla zona R4, non dipendono ne sono di competenza del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che riconferma la sua piena disponibilità ed il suo impegno per contribuire fattivamente alla ricostruzione del territorio”.

Il sindaco ha 66 anni, è un ingegnere, ed è figlio dello storico sindaco di Ussita e parlamentare Dc Nicola Rinaldi, morto a 101 il 31 agosto scorso, dopo il primo terremoto del 24, che in paese aveva fatto danni ma non tali da far inserire il borgo nel primo cratere sismico. In tasca ha la tessera del Pd, ma davanti a una catastrofe come questa, ripete sempre, “non ci sono collocazioni politiche, si lavora uniti”.

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