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Due Camere di commercio, Fermo e Ascoli non sono più sole. Malaigia contro la Bora: "Rispetti le imrpese"

borastrasburgo

“Dopo un anno, la tanto auspicata riforma si traduce in una ennesima e semplice operazione di taglio, che configura una regione sempre più Pesaro-centrica, penalizzando i territori del sud delle Marche, già fortemente in affanno in questo periodo estremamente difficile per cittadini ed imprese” spiega la Malaigia.

FERMO – Da oggi, almeno in Regione, Fermo, Ascoli e Macerata sono un po‘ meno sole nella loro battaglia per il riconoscimento di una rappresentatività territoriale in ambito economico. Una chiara presa di posizione quella di Marzia Malaigia, vicepresidente dell’assemblea legislativa delle Marche, e dei suoi compagni di gruppo Lega Nord, Zaffiri e Puntaroni, sulla riforma in corso delle Camere di Commercio.

“Dopo un anno, la tanto auspicata riforma si traduce in una ennesima e semplice operazione di taglio, che configura una regione sempre più Pesaro-centrica, penalizzando i territori del sud delle Marche, già fortemente in affanno in questo periodo estremamente difficile per cittadini ed imprese” spiega la Malaigia. “E' evidente che ci sono tre territori, fermano, maceratese e piceno, che hanno espresso chiaramente la loro posizione in merito alla riforma in corso. I territori chiedono due Camere, quella Nord (Pesaro ed Ancona) e quella Sud (che dovrebbe comprendere le restanti province marchigiane). L'assessore Bora dovrebbe rispettare tali decisioni, poiché rappresentano tutte le categorie” aggiungono.

Del resto, gli accorpamenti non sono sempre la soluzione organizzativa migliore. Lo dimostrano i fallimenti o le difficoltà dei grandi gruppi bancari, lo dimostrano la riforma fallimentare delle Province ed i percorsi di fusione dei Comuni basati solo su motivazioni finanziarie e in mancanza di proposte e progetti riformatori. “Eravamo perplessi, ma avevamo voluto offrire un segno di fiducia, e testualmente avevamo "sfidato" il governo regionale a dimostrarci che il progetto non doveva  indicare una/due/tre camere di commercio, ma assumere l'impegno di una vera riforma, per un territorio con migliaia di piccole aziende che hanno bisogno e diritto di avere servizi” proseguono. Un credito andato sprecato per la gestione dell’assessora Manuela Bora: “La posizione ricattatoria di subordinare i 3 milioni di Euro di finanziamenti regionali da destinare alla Camera di commercio unica, risulta inaccettabile. Non è pensabile ragionare sempre nel modo del "se fai, ti do" come se le risorse finanziarie regionali fossero nella esclusiva disponibilità dell'assessore alle Attività Produttive”.

Chiedono rispetto per gli imprenditori e anche per le parole che vengono dette: “L'assessore Bora ne ha recentemente incontrati numerosi, gli ultimi a Fermo nel tavolo per lo Sviluppo guidato dalla Provincia di Fermo e tutti hanno confermato di volere due Camere di Commercio. Ciò smentisce platealmente la sua dichiarazione alla stampa. Mi chiedo perché la Giunta del Presidente Ceriscioli si interessi tanto di Camera di Commercio, forse un problema di bacini elettorali? E inoltre, l'assessore Bora lo sa che solo l'Umbria, regione ben più piccola delle Marche, va verso l'unica Camera di Commercio? Le Camere di Commercio si alimentano con i contributi delle imprese, la Politica deve supportare, non aumentare le difficoltà e pensare di decidere al posto degli imprenditori” conclude la Malaigia.

r.vit.

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